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Gli OGM (Organismi Geneticamente Modificati) continuano ad essere fonte interminabile di dibattito per il potenziale rischio che comportano all’organismo umano, ma anche agli animali e all’ambiente in generale. Molti consumatori sono preoccupati a tal punto che sono sempre più le etichette apposte per identificare i prodotti OGM, in modo tale da offrire libera scelta sotto la luce del sole.

Una delle organizzazioni più riconosciute nella battaglia per etichettare sempre di più gli alimenti OGM è The Non-GMO Project. La missione che si prefigge l’organizzazione è quella di educare i consumatori ed incoraggiare i fornitori di alimenti ad etichettare tutti i prodotti che contengono OGM. L’obiettivo è quello di cambiare il modo in cui viene coltivato il cibo ed eliminare definitivamente l’uso di OGM.

Naturalmente, c’è chi crede che gli OGM siano totalmente innocui, e per diversi motivi. Il primo si basa sul fatto che non ci sono prove certe di esseri umani o animali che si siano ammalati a causa del consumo di cibi OGM. Altri invece sostengono i numerosi benefici che porterebbero gli OGM, come una maggiore produzione agricola e la prevenzione della diffusione delle malattie.

Jeffrey Smith, fondatore dell’Istituto per la Tecnologia Responsabile e uno dei maggiori attivisti nella lotta contro gli OGM, afferma che il consumo di alimenti geneticamente modificati sia pericoloso. Secondo Smith, gli OGM possono portare a numerosi problemi di salute come cattiva digestione, eruzioni cutanee, ansia e problemi mentali. Inoltre, afferma anche che un accumulo di tossine OGM nei consumatori può essere trasmesso dalle madri in gravidanza ai loro figli, causando una serie di problemi di salute. Egli attribuisce anche agli OGM l’aumento del tasso di steatosi epatica non alcolica.

Studi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno etichettato il Roundup, pesticida che viene spruzzato su colture OGM, come cancerogeno. Oltre al Roundup, gli scienziati hanno progettato OGM in grado di produrre pesticidi durante la loro crescita. Un recente studio ha accertato l’aumento di una proteina nel mais OGM che produce putracina e cadaverina, sostanze chimiche potenzialmente tossiche per l’uomo.

L’OMS non ha ancora preso una posizione decisa sugli OGM, affermando che ogni alimento dovrebbe essere valutato singolarmente. Molti Stati hanno provveduto a separare le colture OGM da quelle normali, anche se questa pratica non è totalmente sicura.