
Indice di rendimento ambientale è la traduzione italiana del termine inglese "Environmental Performance Index" (EPI), termine che indica la quantificazione delle "prestazioni" ambientali di un dato paese: quanto cioè, le sue politiche ambientali riescono a convertirsi in influenza positiva sul proprio territorio.
Prima dell'Indice di rendimento ambientale si usava misurare l'indice di sostenibilità ambientale: in entrambi i casi comunque, l'obiettivo è sempre stato quello di fornire degli indicatori di performance ambientali che sappiano classificare quanto un paese sa essere più o meno green.
Oggi l'indice di rendimento ambientale è un riferimento comunemente utilizzato da decisori politici, scienziati ambientali, società civile.
A parte due primi indici pilota (2006 e 2008), il primo vero indice di rendimento ambientale è stato pubblicato nel 2010, e ha fatto emergere Islanda , Svizzera e Costa Rica come i paesi più "puliti": ovviamente in senso lato, in quanto si tiene conto di numerosi fattori.
In particolare, gli indicatori di cui tiene conto l'indice di rendimento ambientale fanno capo a due macro obiettivi: la salute ambientale l'ecosistema.
Si tiene dunque conto dello stato delle acque, dell'inquinamento atmosferico, ambientale ed indoor (tenendo conto anche degli effetti sulla salute dell'uomo), e poi si valuta effetto serra e buco dell'ozono, emissioni di co2 ed altre emissioni nocive, stato della biodiversità e condizioni degli habitat, ed attività dell'uomo che influiscono sulle risorse naturali a disposizione, oltre ovviamente all'importante questione dei cambiamenti climatici.
La top 10 dei paesi col più alto indice di rendimento ambientale, emersa dall'analisi di tutti questi fattori, nel 2010 è stata:
1 Islanda 93,5
2 Svizzera 89,1
3 Costa Rica 86,4
4 Svezia 86,0
5 Norvegia 81,1
6 Mauritius 80,6
7 Francia 78,2
8 Austria 78,1
9 Cuba 78,1
10 Colombia 76,8
L'Italia si è piazzata al 18esimo posto, non male tutto sommato.
Maria Amatulli







