
Dal monitoraggio annuale di Legambiente, Sardegna a parte, emergono abusi edilizi ed inquinamento in Campania, Lazio e Liguria
È iniziato da qualche settimana il tradizionale viaggio di Goletta Verde lungo le coste d'Italia, per assegnare le “vele” alle località balneari più virtuose dal punto vi vista ambientale e le “bandiere nere” alle amministrazioni che invece trascurano la tutela del mare e delle spiagge.
Quest'anno, la storica campagna di Legambiente ha preso il via il 22 giugno, e ha già esaminato le coste di Liguria, Sardegna, Lazio e Campania. Non stupisce il giudizio positivo espresso dall'associazione nei confronti dei mari della Sardegna, che anche quest'estate si sono presentati in ottima forma al passaggio di Goletta Verde. Preoccupa, però, la situazione piuttosto critica registrata da Legambiente in corrispondenza delle foci di alcuni corsi d'acqua. La causa, secondo gli esperti dell'associazione del cigno, sta nella inadeguatezza della rete fognaria dell'isola, che copre solo il 75% degli abitanti. Va ancora peggio per quanto riguarda i depuratori, che riescono a servire solo il 68% della popolazione sarda. Se non si vuole mettere a rischio quel paradiso in terra che è la Sardegna, dunque, è necessario correre ai ripari al più presto.
Ancora più urgenti, invece gli interventi da programmare in Liguria, Lazio e Campania, che escono con le ossa rotte dal giudizio di Goletta Verde 2011.
In Campania, in particolare, gli attivisti di Legambiente hanno rilevato una media di quattro infrazioni ambientali per ogni chilometro di costa, a fronte di una media nazionale di 1,6. Tra i reati più frequenti, spiccano abusi edilizi sul demanio, assenza di depurazione, pesca di frodo e violazioni al Codice della navigazione. Una situazione dunque molto preoccupante, non priva, però, di qualche segnale che va nella direzione opposta, come il lavoro importante compiuto dalle autorità. Nella sezione ambientale della Procura di Napoli che si occupa di abusivismo, ad esempio, in tre anni sono diminuiti i procedimenti giudiziari a carico di soggetti sia noti che ignoti.
Nel Lazio, invece, l'emergenza più grave riguarda, secondo Legambiente, le foci dei fiumi, a cominciare da quella del Tevere, giudicata dagli ambientalisti «uno dei luoghi più inquinati della regione». Il quadro emerge dai prelievi che Goletta Verde ha effettuato nei primi giorni di luglio e che hanno rivelato, per lo sbocco del “biondo fiume”, concentrazioni del batterio Escherichia Coli superiori di quasi 40 volte rispetto ai limiti di legge. Anche l'abuso di infrastrutture e cementificazione minaccia, secondo gli attivisti, l'equilibrio degli ecosistemi costieri laziali. È il caso, ad esempio, del progetto per la realizzazione di un nuovo porto a Fiumicino e del raddoppio dello scalo Leonardo Da Vinci. Ma la delusione più forte, probabilmente, riguarda la sonora bocciatura rimediata dall'isola di Ventotene, che solo nel 2006 aveva ottenuto, nell'ambito di Goletta Verde, un punteggio di qualità altissimo (quattro “vele” su un massimo di cinque). Nell'ambito di Goletta Verde 2011 invece Legambiente ha riservato all'isola pontina una “bandiera nera”, a causa soprattutto del dissesto idrogeologico e dell’abusivismo edilizio.
Negativo, infine, anche il giudizio sulla Liguria, in cui, registra Goletta Verde 2011, i reati ambientali a danno dell'ambiente marino sono aumentati in un anno da 560 a 820.
Le classifiche ambientali basate su dati statistici, inclusa quella ormai venticinquennale di Goletta Verde, vanno, è indubbio, prese sempre con una certa cautela, ma che in Italia esista un deficit di attenzione al benessere del mare e degli ecosistemi costieri è innegabile. E voi? Cosa pensate delle pagelle di Legambiente? In che stato di salute avete trovato il “mare nostrum” in questo inizio di estate 2011?
Silvana Santo








