Incendi: cresce d'estate la minaccia al patrimonio boschivo del pianeta.

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colorado springs, incendi boschivi

Come ogni anno, con l’arrivo della stagione calda la minaccia degli incendi colpisce le aree boschive di mezzo mondo. A farne le spese sono soprattutto i paesi dell’area mediterranea. In Spagna è già emergenza, l'Italia non è da meno

Non è una novità, né qualcosa che pare più stupirci. Con il sopraggiungere dell’estate e l’innalzarsi vertiginoso delle temperature gli incendi boschivi tornano a colpire il patrimonio verde del pianeta. Per quanto i paesi più colpiti tendano ad essere sempre quelli delle zone più calde, nessuno può davvero dirsi al sicuro. Ed il caso della Russia nel 2010 lo evidenzia in maniera drammatica.

In questi giorni sono stati due gli epicentri più a rischio, da un lato e dall`altro dell´Oceano Atlantico. In Europa, come ormai spesso accade, il paese maggiormente colpito è la Spagna dove, nella Comunitát Valenciana sono già andati in fumo 45 mila ettari di bosco. E, se le autorità affermano che i roghi si sono ormai stabilizzati non si può comunque dire che essi siano sotto controllo.  Circa 3 mila abitanti sono stati evacuati dalle zone a rischio e, sebbene Valencia sia a distanza di sicurezza dagli incendi, i cittadini della capitale soffrono almeno parte delle conseguenze ambientali di questi. L´aria pare irrespirabile mentre la cenere cade da ore sulle strade. Dopo l´inverno più arido degli ultimi 70 anni si prospetta un´estate nera per la superficie boschiva della penisola iberica.
Qui in Italia le ultime emergenze incendi arrivano giungono dalla Puglia e dalla Basilicata, ma qui, almeno in questo caso, non è il caldo la causa scatenante: gli incendi sono stati dolosi, e non c'è affatto da rallegrarsi.

Oltreoceano invece, l´ovest è ormai da settimane in balìa di vastissimi incendi. In Colorado, Utah e Montana quattro morti, centinaia di case distrutte, decine di migliaia gli sfollati e la necessità di intervenire con la forza aerea restituiscono almeno in parte la gravità della situazione, tanto che il presidente Obama ha di recente visitato le zone del disastro.
Il docente della Princeton University Michael Oppenheimer (membro tra l´altro del comitato scientifico sul clima delle Nazioni Unite) ha affermato che, quella cui stiamo assistendo, è solo un assaggio di come il riscaldamento globale si manifesterà sempre più spesso negli anni a venire. Tra le cause, anche negli States, c´è chi individua l´inverno eccezionalmente caldo che ci siamo di recente lasciati alle spalle.

Se c´è chi è sempre stato convinto che i cambiamenti climatici fossero parte delle cause per il diffondersi a tutte le latitudini di incendi devastanti, è anche vero che non si è ancora investito abbastanza nella ricerca su monitoraggio e prevenzione di fenomeni dannosi per il patrimonio boschivo. Ed ecco così che i danni degli incendi ammontano, nei soli Stati Uniti a più di 1 miliardo di dollari ogni anno. Un vecchio detto ha insegnato a tutti noi che prevenire è meglio che curare. Chissà perché è così difficile trasferire questo semplice concetto in ambiti diversi.

Luigi Gaudio