La Cambogia vieta le gite in elefante ad Angkor Wat

Una delle attrazioni turistiche più famose dell’Asia si sta schierando a favore degli animali. Dopo le numerose pressioni arrivate da diversi gruppi di attivisti Apsara, l’autorità che gestisce il Parco archeologico di Angkor a Siem Reap (Cambogia) aveva annunciato questa estate che avrebbe vietato le gite in elefante all’inizio del 2020.

Promessa mantenuta: il divieto è già iniziato. Dal 15 novembre, due dei 14 elefanti presenti nel parco situato presso il famoso tempio di Angkor Wat sono stati trasferiti nella vicina foresta della comunità di Bos Thom. I restanti elefanti saranno trasferiti nella stessa foresta all’inizio del prossimo anno.

L’elefante, oltre ad essere un grande animale, è molto gentile. Utilizzarli per attività turistiche era ormai sbagliato. Invece, devono tornate nel loro ambiente naturale. Nel 2016, un elefante di nome Sambo morì ad Angkor, attirando l’attenzione di tutto il mondo. La sua morte è stata causata dal calore e dalla stanchezza causata dal traghettare così tanti esseri umani in giro.

Due anni dopo, il World Wildlife Fund pubblicò alcuni dati, i quali evidenziavano la diminuzione delle popolazioni dell’elefante asiatico, rilevando che la specie era diminuita del 50% in sole tre generazioni.

Secondo Angkor Enterprise, che gestisce i ricoveri dei parchi, il sito, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, sta affrontando un calo del numero di turisti. Da gennaio a settembre, i turisti stranieri che hanno acquistato i pass per il complesso del tempio sono stati 1,8 milioni, in calo del 13,7% rispetto allo stesso periodo del 2018.

Se, da un lato, non si può prevedere se il divieto di cavalcare elefanti ad Angkor avrà un impatto sul numero di visitatori, dall’altro lo stesso è arrivato proprio nel momento in cui sempre più viaggiatori e organizzazioni turistiche in tutto il mondo si sono mossi per eliminare le attrazioni legate agli animali.

Di recente TripAdvisor, uno dei più grandi siti di viaggi e prenotazioni al mondo, ha annunciato che non avrebbe venduto biglietti per i luoghi in cui balene o delfini vengono allevati in cattività, come il parco a tema SeaWorld negli Stati Uniti.

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