Anche l’alimentazione si adegua ai tempi e alla sensibilità della gente. Secondo un rapporto della Coldiretti il fatturato delle vendite dirette, cioè dal produttore al consumatore, saltando la grande distribuzione ha raggiunto i tre miliardi di euro nel 2012. La percentuale di vendite direttamente dalle mani dei contadini si attesta al 53 per cento nel 2011. E siccome viviamo nell’era digitale, l’orto lo si trova con le varie applicazioni e piattaforme per smartphone.

Il divario tra domanda e offerta è ancora notevole, basti pensare che dall’ultimo censimento agricolo dell’Istat, datato 2010, risulta che solo lo 0,67% delle aziende agricole pratica l’e-commerce e l’1,69 possiede un sito web. Mentre sembrano essere circa quindici milioni gli italiani che usano il web per confrontare prezzi e accertarsi della qualità dei prodotti che acquistano.

Lo spazio è ancora tutto da riempire, ma pian piano il panorama si sta colmando di offerte diverse per gli italiani che desiderano cibo di qualità che non inquini. Da Cortilia a Spesa a Km0, La spesa campagnola, Km0, la filiera corta sta tentando di soddisfare i desideri e i bisogni sia dei contadini, che con la filiera corta riescono a ricavare maggiori guadagni dalla vendita dei loro prodotti, sia dei consumatori che così sono certi di acquistare prodotti sempre freschi, made in Italy, con un elevato rapporto qualità prezzo. Grazie alla geocalizzazione è possibile trovare il contadino più vicino al luogo in cui ci si trova e procede all’acquisto dei prodotti desiderati.

Per i particolarmente scettici nonché esterofili, oltre oceano la tendenza è ormai consuetudine, tanto da produrre panico nelle multinazionali che grazie, o per colpa, di un’applicazione dal nome “Buycott” temono di perdere un numero sempre crescente di clienti. L’applicazione permette infatti, una volta scaricata sul proprio smartphone, di sapere dove e come un determinato prodotto in vendita al supermercato è stato prodotto. Basta passarci sopra il codice a barre.
La crescente consapevolezza e spirito ecologista sembra dunque avere conseguenze su come e dove si fa la spesa e adesso, di scuse per non essere attenti, non ne abbiamo proprio più.