
Milano Area C: cala il traffico ma non lo smog
Vi abbiamo già parlato dell'Area C, discusso provvedimento anti-smog adottato a Milano sin dai primi giorni del 2012.
A quasi un mese dalla dibattuta adozione dell'accesso a pagamento alla Cerchia dei Bastioni per le automobili, lo smog non sembra essere calato granché: per i primi 13 giorni consecutivi, i valori delle polveri sottili si sono mantenuti sopra le soglie, generando anche fenomeni insoliti come la neve chimica.
Ora ci si sono messi anche il gelo ed il maltempo, fatto sta che il pedaggio di 5 euro sembra non portare, almeno per ora, a grandi risultati: ma questo fenomeno, almeno apparentemente, non si spiega, perché l'accesso delle auto nel centro città è ormai più che dimezzato.
È vero: la tassa “congestion charge”, lo dice il nome stesso, non ha l'obiettivo primario di ridurre l'inquinamento, ma il traffico, di cui lo smog è considerato solo un effetto. D'altronde, diversi studi hanno già dimostrato che è impossibile purificare più di tanto l'aria di una città come Milano, in cui transita ogni giorno più di un milione di vetture, agendo soltanto su un'area di pochi km quadrati.
Quindi l'Area C funziona o non funziona? A differenze del precedente Ecopass, introdotto dall'ex sindaco Letizia Moratti, questa volta pagano tutti i veicoli, indistintamente, e non solo quelli più inquinanti; il traffico nel centro è quindi calato del 37%, con ben 50 mila ingressi in meno al giorno nel centro. Le politiche antismog continuano, dunque, a concentrarsi sul traffico in quanto primo responsabile dell'inquinamento, fonte del 52 per cento delle polveri prodotte (contro il 29 per cento che deriva dai riscaldamenti).
Area C, insomma, non è altro che il primo passo di un cambiamento molto più ampio, che richiederà tempo e sposterà la mobilità di milanesi e pendolari verso i mezzi pubblici, le piste ciclabili, le aree pedonali, le isole ambientali e il bike sharing. Ci vogliono più investimenti, direte voi: presto fatto, perché con il pedaggio si prevede di incassare circa 35 milioni di euro l'anno, da destinare, ovviamente, alle politiche ambientali.
Marina Piconese





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