
Una nuova tecnologia permetterebbe la produzione di energia a partire dal calore prodotto...
Guidare un’auto elettrica e contemporaneamente ricaricarla. Fare in modo che le emissioni delle fabbriche si trasformino in energia utile per l’uso domestico. Non aver paura di scaricare la batteria del cellulare perché tanto si rigenera grazie al calore emesso dall’apparecchio. Stiamo parlando di utopie o semplici fantasticherie oppure c’è una qualche possibilità che tutto ciò sia un giorno (o magari oggi) concretamente realizzabile? E cosa pensereste se vi dicessi che è possibile produrre energia attraverso il riciclo di calore?
Come fare? Semplice, o almeno lo è per gli scienziati del Massachusetts Institute of Technology (Mit) che hanno di recente affinato una tecnica basata sostanzialmente su delle celle fotovoltaiche che producono energia non attraverso la luce solare bensì riuscendo a catturare il calore. Questa particolare innovazione funziona praticamente come la sorella gemella basata sull’energia solare: le radiazioni in arrivo eccitano gli atomi presenti in queste particolari celle fotovoltaiche che spingono fuori gli elettroni producendo così corrente.
Il Mit si sta spingendo sempre più avanti in questa direzione tentando di innalzare questa neonata tecnologia al livello delle altre grandi fonti di energia rinnovabile. Al momento ad esempio hanno aggiunto, per migliorare le prestazioni, uno strato di tungsteno alle celle. Inoltre gli scienziati statunitensi stanno rifinendo dei micro reattori in silicio capaci di bruciare butano per generare calore che a sua volta verrà estratto per produrre elettricità.
A questo punto, in un momento di grande crisi economica, guerre per il petrolio, fonti fossili ormai ridotte all’osso e care come l’oro, con il nucleare che perde colpi in tutto l’occidente varrebbe realmente la pena puntare su una tecnologia di questo tipo che, oltre ad essere rinnovabile e praticamente a costo zero, si basa potenzialmente anche (ma non solo) sul “grande prodotto” della civiltà umana: il calore emesso da automobili, fabbriche, discariche, industrie e quant’altro.
Roberto D'Amico








