
La neve scesa in Lombardia negli ultimi giorni è neve chimica. Capiamo insieme cos'è e perchè si è verificato questo fenomeno.
“Bianco il tuo candor, neve” recita la canzone, ma in quei fiocchi appena scesi su Milano e sulla Val Padana c'è molto bianco, e decisamente poco candore: è neve chimica, che è comunque un fenomeno meteorologico, ma scende anomala, senza nuvole, perfino col sole.
È bianca, ghiacciata e soffice come sempre, ma si verifica quando, pur in assenza delle nuvole, in cielo si combinano fattori quali bassa temperatura, alta umidità e soprattutto presenza di un determinato tipo di particolato, cioè quelle sostanze prodotte dall'inquinamento industriale, le cui particelle hanno una struttura simile a quella dei cristalli di ghiaccio esagonali e quindi, quando si condensano, funzionano bene da inneschi dei fiocchi di neve. Parliamo di sostanze che aleggiano sopra di noi, solitamente invisibili: solfuro di rame, ossido di rame, ioduri di mercurio, di piombo o di cadmio e silicati, tutti rilasciati dagli scarichi di fabbriche e industrie. Non è un caso, dunque, che questo strano fenomeno si sia verificato proprio a Milano e nella zona circostante, che è la più inquinata d'Italia e nei giorni scorsi ha subito un grande freddo.
Il fenomeno della neve chimica non è totalmente nuovo, anzi, è conosciuto da tempo: i primi anni in cui fece la sua consistente comparsa (sempre in alcune aree della Val Padana) furono il 1989 ed il 1990, inverni entrambi caratterizzati dal perdurare di rigide condizioni anticicloniche.
La Protezione Civile fa sapere che la neve chimica non è pericolosa per l'uomo o per la natura, ma, ovviamente, non è nemmeno una neve adatta per lanciarsi le palle in faccia, o men che meno per assaggiarla: perciò mamme e papà, fate attenzione!
Marina Piconese





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