Olio di palma

Il Perù dice basta alla deforestazione in nome dell’olio di palma. Entro il 2021, il Paese, così come precedentemente fatto dalla Colombia, si impegnerà a produrre olio di palme senza distruggere altri alberi.

Ciò è stato possibile grazia alla collaborazione tra la National Wildlife Federation, la più grande organizzazione privata per l’educazione e la difesa senza fini di lucro negli Stati Uniti, la Sociedad Peruana de Ecodesarrollo, l’Associazione dei produttori di olio di palma peruviana (JUNPALMA) e il governo del Perù.

Kiryssa Kasprzyk, membro del National Wildlife Federation, ha dichiarato: “L’impegno preso è un percorso importante per la popolazione peruviana e uno sforzo globale per affrontare i cambiamenti climatici. Possiamo coltivare e produrre senza danneggiare la biodiversità o abbattere le foreste tropicali”.

L’olio di palma è di origine vegetale e viene estratto dai frutti e dai semi della palma. Nel mondo, ogni anno vengono prodotte circa 66 milioni di tonnellate di olio di palma, il quale viene utilizzato come ingredienti in circa la metà dei prodotti confezionati venduti nei supermercati.

Purtroppo, per produrre questo olio vegetale vengono bruciate foreste in modo da offrire terreno alle piantagioni di palma. Secondo un rapporto del Global Forest Watch, il Perù ha perso circa 140.000 ettari di foresta nel 2018.

L’importanza degli alberi per la sopravvivenza è risaputa. Il problema è che, quando immagazzinano gas a effetto serra come l’anidride carbonica e vengono poi abbattuti, questi gas vengono nuovamente rilasciati nell’atmosfera. La deforestazione è responsabile del 10% delle emissioni globali.

Non è solo il cambiamento climatico a preoccupare: la deforestazione a favore della produzione di olio di palma mette a rischio la sopravvivenza di alcune specie animale, come l’orangutan, ormai a rischio estinzione. Secondo Greenpeace, dal 1999 al 2015 le popolazioni di oranghi del Borneo si sono più che dimezzate.

L’impegno ambientale preso del Perù si allinea alla “Dichiarazione congiunta di intenti” firmata con la Norvegia e la Germania, la quale mira alla fine della deforestazione entro il 2021.