
42.500 impianti fotovoltaici entrati in funzione con le tariffe del Quarto conto energia. Eppure, tra ricorsi e contrazione del mercato, continua a non convincere le aziende.
È stato oggetti di scioperi, contestazioni, raccolte di firme e accorate proteste: pochi provvedimenti, in materia di politiche energetiche, sono stati amati meno del quarto conto energia, varato dal governo nel maggio scorso ed entrato in vigore qualche settimana dopo, il 1 giugno 2011.
Il taglio inaspettato delle tariffe rispetto al precedente sistema di incentivazione del fotovoltaico (che sarebbe dovuto rimanere in vigore fino a tutto il 2013) è stato mal digerito dagli operatori di settore, che non hanno gradito neanche l'introduzione di un Registro degli impianti di grande taglia e di tetti di spesa semestrali per l'erogazione dei sussidi.
Ma al di là delle polemiche mai sopite, qual è stato finora il reale impatto del nuovo Conto energia sul comparto fotovoltaico? A diversi mesi dall'entrata in vigore del provvedimento, è possibile stilare un primo bilancio.
Secondo il "Contatore solare" presente sul sito del Gse (Gestore dei servizi energetici), che viene aggiornato più o meno in tempo reale, risultano in esercizio, incentivati con il Quarto conto energia, oltre 42.500 impianti, per una potenza installata complessiva superiore ai 2,8 Gigawatt. Le cifre hanno già superato i dati relativi alla precedente versione del Conto, unanimemente considerato un vero e proprio flop: al momento, infatti, risultano installati con questo regime tariffario soltanto 38.500 impianti, pari a meno di 1,6 Gigawatt. Restano comunque lontanissime le vette raggiunte dall'ancora precedente, e di sicuro più generoso, Secondo conto energia, che disciplina gli incentivi ad oltre 200.000 impianti, per una potenza totale di circa 6,5 Gigawatt.
La crescita delle installazioni, quindi, continua, anche se a un ritmo non paragonabile al boom della seconda metà del 2010, quando il cosiddetto decreto Salva Alcoa scatenò una vera e propria “corsa al pannello”, dando la possibilità agli impianti ultimati entro la fine dell'anno (e allacciati alla rete nei sei mesi successivi) di godere ancora delle tariffe incentivanti previste dal Secondo conto energia, ormai superato dallo schema successivo.
Le aziende, dal canto loro, sembrano aver fatto buon viso a cattivo gioco, anche se non perdono occasione di sottolineare la necessità di regole certe e durature per disciplinare il settore e incoraggiare gli investimenti.
Qualcuno, in realtà, non accenna affatto a rassegnarsi, e ha impugnato il provvedimento dinanzi al Tribunale amministrativo. È il caso dell'azienda Meet Energy, ad esempio, che ha presentato un ricorso al Tar del Lazio incentrato soprattutto sulla presunta illegittimità del Registro dei grandi impianti, e di un centinaio di altre imprese del settore, che hanno avviato un'azione collettiva contro il Conto energia e il decreto Romani (le prime udienze sono attese per la primavera del 2012). Una prima sentenza, invece, è già arrivata, e riguarda la norma relativa ai requisiti di idoneità degli impianti fotovoltaici installati su serre, sospesa in via cautelare proprio dal Tar del Lazio. Il ricorso era stato presentato da un fondo internazionale che aveva già investito dei soldi per la realizzazione di quattro serre solari in Sardegna, sulla base dei requisiti tecnici previsti dal precedente Conto energia.
L'improvviso cambiamento delle regole di settore aveva investito gli imprenditori come una doccia gelata, ma il Giudice amministrativo ha giudicato la norma inapplicabile «ad impianti per i quali risulta già rilasciata l’autorizzazione sulla base della pregressa normativa». Di qui la sospensione cautelativa. Secondo gli analisti di Ims Research, una società specializzata in analisi di mercato, infine, l'entrata in vigore del Quarto conto energia (e soprattutto il lungo periodo di incertezza normativa che l'ha preceduta) avrebbe addirittura influito negativamente sulle richieste di moduli fotovoltaici su scala mondiale. Per la prima volta dal 2009, infatti, il mercato mondiale di pannelli fotovoltaici e altri componenti ha fatto registrare una contrazione.
Silvana Santo








