
Un nuovo modo per raccogliere l'acqua piovana e allo stesso tempo sfruttare l'energia solare: un tetto fotovoltaico a farfalla
Vi abbiamo già parlato di quanto sia utile e intelligente il recupero dell'acqua piovana, un elemento solitamente trascurato, o considerato inefficace. Invece, come abbiamo visto, si tratta di un'acqua utilizzabile in moltissimi modi, che non inquina, non intasa la rete fognaria e non contiene nemmeno calcare, quindi preserva i nostri elettrodomestici.
L'acqua piovana si può raccogliere in diverse maniere, per esempio con un classico sistema di grondaie a catena che le convogli in un silos; e poi c'è questo modo nuovo, produttivo su più fronti e per di più decisamente trendy: è il tetto a farfalla, con la classica forma a “V”; come il tetto a spiovente, ma messo al contrario!
Come è semplice immaginare, la particolare forma di questo tetto aiuta a convogliare l'acqua piovana in maniera efficace e senza dispersioni; se poi si combina più di una tecnologia sostenibile, allora il progetto diventa entusiasmante! Vi basti pensare a un tetto a farfalla interamente costituito da pannelli fotovoltaici: l'acqua e l'energia, ve le produrreste in completa autonomia. Il ritorno sarebbe per il singolo, ma anche e soprattutto per il pianeta.
L'idea è partita dagli States, e precisamente da Chicago, dove un farmacista ha pensato di creare un quartiere ecologico e sostenibile, a partire dai tetti delle case e passando per il solare termico, il fotovoltaico e il recupero dell'acqua. Non solo: così come sono stati pensati in quel di Chicago, gli edifici, rifiniti esternamente da un mix di fibrocemento e legno di cedro, prevedono tripli vetri per implementare l’illuminazione esterna e isolare i vani abitativi, ma anche pompe e pozzi geotermici in cui accumulare il calore in eccesso e attingere l’acqua a uso sanitario, per la circolazione di acqua calda e fredda. E l’acqua piovana? Viene riciclata nei sistemi d’irrigazione, o per lavare i pavimenti, o come getto di scarico nelle toilette, ma anche per tutti gli altri usi "di servizio" che vi vengano in mente.
Insomma, siamo di fronte a un esempio concreto di quella che gli analisti chiamano "integrazione tecnologica" delle rinnovabili, che, di certo, è il futuro del pianeta, l'unica strada percorribile per controllare e migliorare la nostra situazione ambientale.
Marina Piconese








