
Nove italiani su dieci non sono soddisfatti dell'operato del governo in materia di energia e di fonti rinnovabili. A dichiararlo è l'Anev (Associazione nazionale energia del vento) che ha promosso nei giorni scorsi un sondaggio Ispo (Istituto per gli studi sulla pubblica opinione) valutando il grado di soddisfazione di ben 801 nostri connazioni.
Il 51% dei nostri connazionali non è assolutamente soddisfatto di quanto fatto fino ad oggi dall'esecutivo, mentre il 37% ritiene che ha fatto qualcosa ma non abbastanza. Impossibile dargli torto: il Governo è passato dal proclama "50% da fonti fossili, 25% da nucleare e 25% da rinnovalbili", all'essere praticamente invisibile nel sistema di incentivazione alle fonti pulite, anche dopo l'esito del referendum di giugno.
Tornando ai risultati del sondaggio, il 60% degli intervistati dichiara che è giunto il momento di puntare tutto sulle rinnovabili e il 22% si dichiara addirittura pronto a metter mano al portafoglio pur di vedere il proprio paese indirizzato verso un futuro più verde.
Interessante anche il profilo "generazionale" del sondaggio. Sono infatti i giovani quelli che vorrebbero un governo più attento verso le fonti rinnovabili: nella fascia 18-24 anni il consenso arriva infatti al 70%; tra i 25 e i 54 anni oscilla attorno al 60%; scende al 48% nel gruppo 45-54 anni e si assesta al 37% oltre i 55 anni.
Inoltre l'86% degli intervistati ritiene che l'eolico rispetti molto o abbastanza l'ambiente, l'85 % esprime lo stesso giudizio sul solare, e il 57% sulla biomassa. Tra i motivi principali della scelta degli italiani c'è la forte volontà di indipendenza da mercati esteri.
Roberto D'Amico








