
Comprare alimenti o detersivi sfusi, decidendo di volta in volta la quantità desiderata, pagando la cifra a portata del proprio portafoglio, riducendo al minimo l’uso di confezioni e quindi i rifiuti prodotti. Sembra che stia tornando di moda la spesa come si faceva fino a una ventina d’anni fa: allora era abitudine vendere e comprare così, oggi motivazioni economiche e ambientali lo fanno tornare d’attualità.
Sta tornando comune mettere il latte nella bottiglia portata da casa, pesare la quantità di pasta o riso desiderata, riempire il fustino del detersivo solo del necessario. Con l’opportunità di non sprecare comprando in eccesso rispetto all’essenziale e con un attenzione particolare innanzi tutto al portafoglio. Perché senza pacchi o confezioni a perdere, il risparmio economico è evidente, il prezzo si riduce dal 20 fino al 70 per cento. Il grande vantaggio è anche in termini di rifiuti, visto che in Italia su 31 milioni di tonnellate di spazzatura che produciamo ogni anno, ben 12 sono solo di imballaggi. Che nel sacco della spesa rappresentano solo il 5 per cento del peso, ma diventano il 50 per cento del volume dei nostri rifiuti.
Quindi, un po’ per la crisi economica e un po’ per coscienza ecologica, gli acquisti e i consumi stanno tornando quelli di una volta. La cosiddetta Spesa Sfusa si effettua utilizzando sempre gli stessi contenitori portati da casa, che spesso sono comunque biodegradabili o riciclabili, e riempiendoli, attraverso appositi distributori, di pasta e caffè, detersivo e vino alla spina, e così via.








