
La stagione della caccia parte tra spari e polemiche: amica o nemica dell'ambiente?
Da oggi, primo settembre, 15 regioni italiane daranno il via alla pre-apertura della caccia, in attesa della stagione venatoria ufficiale, in programma dal 18 settembre al 30 gennaio.
Una stagione che come ogni anno apre tra molte polemiche, tra chi sostiene la caccia e chi invece vorrebbe fermarla.
In particolare i cacciatori giurano che quest'anno più di ogni altro la stagione venatoria aprirà le porte ad una caccia sostenibile, espressione che potrebbe risultare come un ossimoro agli occhi di associazioni animaliste e di amanti degli animali.
Ma perchè si parla di caccia sostenibile? Durante la stagione venatoria solo alcuni tipi di uccelli sono cacciabili, specialmente in in pre-apertura, quando pochi mammiferi tra cui il camoscio, il capriolo, il cinghiale, il coniglio selvatico e la volpe sono oggetto di caccia.
Ogni cacciatore ha dei precisi limiti sulla selvaggina cacciata, non potrà dunque cacciare troppi esemplari.
E poi, dicono i sostenitori, c'è in molte zone il problema di specie aggressive che proliferano incontrollate, provocando la scomparsa di specie più deboli; e infine specie, come il cinghiale, che se aumentano in modo incontrollato provocano danni alle aree agricole e proteste tra la popolazione.
Certo, c'è da chiedersi chi sia l'ospite di questa terra, se l'uomo o l'animale, e se sia per forza l'uomo a dover godere di più diritti: è in fondo nostra la terra che abitiamo?
Caccia sostenibile o no, Ign, la testata online del Gruppo GMC Adnkronos ha portato avanti un questionario sulla pagina Facebook di Ign: il 90% di coloro che hanno risposto al questionario si dicono contrari alla caccia...
E voi cosa ne pensate?
Maria Amatulli








