
Settembre volge al termine, si avvicinano i primi freddi, tempo di cambio degli armadi! Serviranno presto giacche, camicie, maglioncini, stivali, borse e cappotti in grado di fronteggiare la stagione in arrivo. Avete già riaperto il vostro armadio invernale? O avete paura di ritrovarvi davanti a quel maglione che proprio non sopportate più, o a quel pantalone dalla taglia sbagliata, comprato solo per togliervi lo sfizio? Tranquille, fatevi coraggio, ritroverete anche le cose che più amate, quelle così trendy o così classiche che vi stanno a pennello sempre, perfette per tutte le occasioni.
E se comunque volete rinnovare il vostro stile, se avete perso qualche chilo in più del previsto o se semplicemente avete bisogno di qualche capo aggiuntivo, si può sempre organizzare uno swap party, ovvero lo shopping più rilassante che ci sia: fatto in casa propria, in compagnia delle amiche più alla moda e per di più senza spendere un euro. Non credevate fosse possibile?
E invece sì, è possibilissimo! Non solo, è anche ecosostenibile: perché non si inquina e non si butta via niente. Niente scarpinate per negozi, niente carta di credito prosciugata, e, alla fine, qualche vestito inedito nel guardaroba. La parola d’ordine è “riuso”, e applicata allo shopping diventa semplicemente “to swap”, cioè baratto. E chi meglio di un gruppo di amiche ecofashioniste può fare tutto ciò, senza dimenticare di divertirsi?
Ecco allora come si organizza uno swap party: si decide luogo, data e ora, si avvisano le amiche (o gli amici) che, come noi, hanno deciso di disfarsi di alcuni abiti, e poi si pensa a qualcosa di buono da bere o da mangiare nel frattempo (magari ognuno porta qualcosa!). Appena arrivata, ciascuna sistema i propri vestiti da scambiare insieme agli altri, ordinandoli per tipo, taglia e colore; poi si approntano in casa, magari con un paravento, dei piccoli camerini self-made con uno specchio alto. A turno, ciascuna swapper pesca dagli insoliti scaffali gli abiti che più le piacciono, come in un vero negozio, e li prova: si potrà poi sottoporre al giudizio e al consiglio fidato delle amiche presenti!
E così, alla fine, tra una chiacchiera e una tartina, ciascuna uscirà dal party avendo qualcosa in più da indossare per l’autunno/inverno, ed essendosi anche disfatta di quel maglioncino o di quella camicetta in più (che magari, su un’amica, calzavano alla perfezione!). Mi raccomando! Se dopo il party avanzano comunque molti abiti, non buttateli via: cercate un’associazione o un punto di raccolta a cui donarli; di certo troveranno presto un nuovo padrone.
Oltre agli scambi fatti in casa, ormai vengono organizzati di continuo swap parties in tutta Italia da associazioni di categoria o da agenzie di eventi… E non è finita qui! Nata a Manhattan e sbarcata in frettissima nel Belpaese, questa pratica ha conquistato anche il web: perciò le più pigre, che non hanno voglia di uscire, ora possono “swappare” anche online, comodamente sedute davanti al pc, per esempio qui e qui. Non è fantastico?
Marina Piconese








