Il Lussemburgo è il primo paese UE a vietare l’uso del glifosato

Il ministro dell’agricoltura, della viticoltura e dello sviluppo rurale, Romain Schneider, ha mantenuto l’impegno del governo vietando l’uso di prodotti fitosanitari a base di glifosato sul suolo lussemburghese. In effetti, l’accordo “2018-2023” prevede l’abbandono dell’uso del glifosato entro il 31 dicembre 2020, in conformità con le pertinenti disposizioni di legge.

In vista di questo abbandono, i soggetti interessati, quali agricoltori, viticoltori, orticoltori e aziende produttrici, sono stati preventivamente informati dal Ministero dell’agricoltura, della viticoltura e dello sviluppo rurale delle misure previste:

  • Revoca dell’autorizzazione all’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari contenenti il ​​principio attivo glifosato dal 1° febbraio 2020.
  • Periodo di esaurimento delle scorte concesso fino al 30 giugno 2020.
  • Periodo di tolleranza per l’uso di questi prodotti da parte di utenti professionali o privati ​​fino al 31 dicembre 2020.

Con questa decisione, il Lussemburgo pone fine all’uso del glifosato dal 1° gennaio 2021, nonostante la sua approvazione a livello europeo fino al 15 dicembre 2022. Tale scelta, produrrà un effetto leva significativo in tutta l’Unione Europea, tenendo presente che altri paesi come l’Austria hanno già preso provvedimenti simili.

Gli agricoltori che rinunceranno all’utilizzo di prodotti fitosanitari a base di glifosato a partire dall’anno agricolo 2019/20 saranno compensati nell’ambito del programma di gestione del verde e del paesaggio. Riceveranno una compensazione aggiuntiva di 30 euro per le aree seminate, 50 euro per i vigneti e 100 euro per i frutteti.

In questo contesto, Schneider accoglie con favore l’entusiasmo degli agricoltori di impegnarsi ad abbandonare il glifosato prima del termine del 31 dicembre 2020. Ad oggi, 592 delle 1.005 aziende agricole, che hanno confermato la loro partecipazione al programma di gestione del verde e del paesaggio, stanno prendendo parte a questa misura particolare su base volontaria.