Coronavirus Italia e timore epidemia come Wuhan | L’infettivologo è chiaro

Coronavirus Italia: il virus ora fa paura e la preoccupazione maggiore è che il virus possa trasformarsi in epidemia con situazioni simili a Wuhan, in Cina

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Coronavirus Italia

Con i contagi da Coronavirus in Italia sempre più in aumento ora dopo ora, molti italiani temono che l’emergenza possa trasformarsi in breve tempo in epidemia. In tanti ricordano la situazione in cui versa Wuhan, dove gli ospedali sono più che sovraffollati, non riuscendo quasi più ad accogliere nuovi pazienti. Così il sito ‘Ohga.it‘ ha cercato di sapere di più intervistato il professor Andrea Gori, direttore dell’unità operativa complessa di Malattie Infettive del Policlinico di Milano.

Secondo il medico, quanto sta accadendo nella regione di Wuhan rispetto al resto della Cina è evidentemente diverso rispetto al resto del Paese. Il motivo potrebbe risiedere nel fatto che la diffusione così inattesa ed estesa dell’infezione potrebbe aver sorpreso il sistema sanitario cinese. In tal caso, si dovrebbe separare il caso di Wuhan dagli altri. L’esperto sottolinea la diversità dal dover far fronte a tre persone, come in Italia, piuttosto che a 60mila pazienti. In quest’ultimo caso è difficile garantire un’assistenza all’altezza per tutti.

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Coronavirus Italia, nostro Paese meglio predisposto di Francia e Regno Unito in caso di epidemia

Un secondo aspetto da considerare, secondo il professore, è la possibilità che la rapida diffusione del virus sia giunto a colpire le fasce più deboli della popolazione. Si dovrebbe quindi analizzare le caratteristiche dei soggetti morti. Non sarebbe escluso dunque che il tasso di mortalità sia maggiore tra le persone più a rischio. Quanto al possibile rischio simile per l’Italia in caso di epidemia, Gori afferma che il nostro Paese sarebbe in grado di affrontarla. Ciò per via della predisposizione di una serie di infrastrutture per far fronte a questo tipo di emergenze. Il professore sottolinea la presenza di una rete di unità di Malattie Infettive sull’intero territorio italiano che in Cina non c’è.

Questo vale sia per le strutture che per il personale. La rete italiana di Malattie Infettive sarebbe infatti eccezionale e dall’ottimo funzionamento, tanto che all’estero starebbero cominciando a copiarla. L’Italia poi, rispetto ad altri Paesi dell’Unione Europea, avrebbe dei medici Infettivologi e dei reparti di Malattie Infettive, costruiti negli anni ’90 in seguito ad una disposizione dello Stato. In regione Lombardia se ne trovano 16 e predisposti per affrontare epidemie ed emergenze. All’estero invece, come Francia o Regno Unito, non ci sono reparti. Esistono soltanto aree della Medicina Interna riservati a pazienti contagiosi. Per questo in Italia la situazione sarebbe migliore rispetto a questi Paesi.

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