Coronavirus e Sars a confronto, quale più pericoloso

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Coronavirus e Sars a confronto. Il nuovo coronavirus è caratterizzato da un’evoluzione più rapida della Sars. Il suo tasso di diffusione è pari a 2,6

Il nuovo coronavirus è caratterizzato da un’evoluzione più rapida della SARS. Il suo tasso di diffusione, stimato dall’Imperial College di Londra, è pari a 2,6. Si tratta di un valore elevato. Significa che, per ogni persona che si ammala, se ne infettano altre 2,6. Ma non paragonabile a patologie quali morbillo e varicella.. Inoltre, e questo è un ulteriore elemento rassicurante, è stato osservato che serve una vicinanza ravvicinata per determinare il contagio. Il confronto con la SARS, dimostra che il 2019-nCoV ha una rapidità di diffusione più elevata. Dal novembre 2002 al novembre 2003 la SARS si è diffusa in 29 Paesi, colpendo oltre 8.000 persone. Per quanto riguarda il 2019-nCoV, il primo caso diagnosticato risale al 1 dicembre 2019. Da allora ha già superato la SARS per numero di casi provocati. I casi di trasmissione interumana al di fuori della Cina sono considerati sporadici. Dal confronto fra incidenza e mortalità di SARS e nuovo coronavirus possiamo dunque dedurre che 2019-nCoV è più contagioso, ma meno aggressivo. Tuttavia, i coronavirus hanno già dimostrato la loro abilità nel mutare. Nuove mutazioni potrebbero portare a una maggiore contagiosità.

Coronavirus e Sars, l’incubazione

Il periodo di incubazione è l’intervallo di tempo che intercorre fra l’infezione definita dal momento in cui il virus entra nelle cellule dell’organismo e la comparsa dei sintomi.
Per quanto riguarda la SARS il periodo di incubazione varia da 3 a 7 giorni. Per l’infezione da 2019-nCoV è ritenuto variabile da 7 a 14 giorni. Si tratta di una malattia per la quale gli studi sono ancora in una fase precoce e per cui i dati certi disponibili sono relativamente pochi. È dunque corretto che le istituzioni non si sbilancino nel pubblicare informazioni. Queste non sono state preventivamente verificate dalla comunità scientifica. Il rimpatrio dei nostri connazionali dalla Cina con i voli messi a disposizione dallo Stato prevede una quarantena- Parliamo di una permanenza delle persone interessate presso una struttura di isolamento per un periodo di 14 giorni. Tanto dura il periodo corrispondente alla durata massima stimata del periodo di incubazione. Se, durante questo intervallo di tempo, dovessero manifestarsi sintomi compatibili con l’infezione da nuovo coronavirus, verrebbero messe in atto tutte le procedure previste. La quarantena protegge le persone che ne sono soggette perché ne monitora le eventuali evoluzioni verso la malattia e la salute pubblica perché permette di isolare possibili casi, tutelando i soggetti sani dal contagio.

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