Coronavirus, contagio a Vo’ Euganeo potrebbe essere legato all’acquisto del vino

Potrebbero essere legate all’afflusso di persone per l’acquisto del vino le ignote cause del contagio da nuovo coronavirus a Vo’ Euganeo (Padova). Nel paese padovano si sono registrati 19 casi di contagio ed un morto.

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Non si conoscono ancore le cause del contagio da nuovo coronavirus a Vo’ Euganeo, il paese in provincia di Padova dove si sono registrati fino ad 19 casi ed un deceduto, il primo in tutta Italia. Le ipotesi che circolano sono molte, ma la più accreditata pare essere quella legata al vino. Ma cosa significa? Ebbene, nel piccolo comune ogni week-end di febbraio si recano oltre 5 mila persone per acquistare il pregiato Moscato Fiori d’Arancio, vino tipico e molto richiesto della zona.

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Coronavirus, il contagio a Vo’ Euganeo potrebbe essersi innescato a causa del flusso di persone che hanno acquistato del vino

Oltre 5 mila persone durante il scorso week-end si sarebbero recate a Vo’ Euganeo (Padova) per acquistare il pregiato Moscato Fiori d’Arancio, vino tipico della zona. Questa l’ipotesi più accreditata che spiegherebbe il contagio di 19 persone in un paesino che di anime ne conta poco più di 3mila. Del paese padovano era anche la prima vittima registratisi in Italia a causa del Covid 2019: un uomo di 78 anni, deceduto lo scorso 21 febbraio. Il 78enne era ricoverato da alcuni giorni all’ospedale di Schiavonia (Padova) con una diagnosi di polmonite.

Nei mesi di febbraio, marzo ed aprile, riporta Il Fatto Quotidiano, a Vo’ Euganeo l’affluenza è da record. Un viticoltore della zona ha dichiarato: “Questi mesi, da inizio febbraio fino a Pasqua, sono quelli che ogni anno fanno registrare un picco di arrivi per l’acquisto dei nostri vini“. L’uomo ha poi proseguito affermando: “Tenendo conto che noi vendiamo il nostro vino per il 90% tramite corriere e per il 10% per vendita diretta, nelle nostre cantine si erano già presentate centinaia di persone. Questo è il mese dell’alta stagione che solitamente fa registrare i numeri più bassi. A marzo e aprile – riporta Il Fatto Quotidiano – il numero di arrivi aumenta ancora di più, ma quest’anno non c’è stato il tempo“. È possibile, dunque che questo flusso di soggetti verso il paese padovano, abbia originato la serie di contagi. Circostanza che ha poi trasformato Vo’ Euganeo, ora in isolamento, nel secondo focolaio di coronavirus dopo quello del lodigiano.

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