In Italia mancano i lavoratori, non il lavoro

In Italia non manca il lavoro bensì i lavoratori. Questa è la conclusione cui ciclicamente giunge chi si accinge a valutare i dati: c’è un rapporto difettoso nel nostro paese tra domanda e offerta di lavoro.

In Italia mancano i lavoratori, non il lavoro.
Lavoro (foto Pixabay)

A chiarire il fenomeno è sempre il Sistema Excelsior di Unioncamere.

Quest’anno si aggiunge uno studio inedito di Manpower Group secondo cui i dati del sistema Excelsior sono addirittura ottimistici, come spiega a La Repubblica Riccardo Barberis , ad di Manpower per l’Italia: “L’Italia si conferma anche quest’anno tra i Paesi con il più elevato talent shortage al mondo, il 47% delle aziende non riesce a reclutare talenti con le giuste competenze, un dato che raggiunge l’84% nelle organizzazioni con più di 250  occupati“. In una classifica che compara il dato in tutto il mondo siamo al terzo posto, insieme a Stati Uniti, Messico, Svezia, Finlandia, Ungheria e Slovenia.

A sentire il peso di questo dato è in primis il mondo della formazione (regionale) per il quale sono stati spesei 2,4 miliardi di euro nel 2018.

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Il lavoro più richiesto secondo Manpower

Prosegue Barberis, in un’intervista pubblicata su La Repubblica, con riguardo alle figure ricercate e non reperite: “Tutte in ambito tecnico, elettrico, ingegneristico e meccanico, ma c’è carenza anche di personale medico, finanziario, informatico e di vendita per fare fare alcuni esempi importanti. E in un contesto di forte trasformazione tecnologica diventa dunque fondamentale per le aziende investire in formazione per rinnovare le competenze e cercare di attrarre talenti, ascoltando anche i bisogni delle persone, che mutano”.

Nota importante relativamente alle professioni sanitarie: i professionisti del settore sanitario maggiormente ricercati sono quelli coinvolti nella cura degli anziani. Il fenomeno è ovviamente dovuto all’invecchiamento della popolazione italiana e mondiale.

Non sono invece ricercati gli avvocati, i project manager e gli operatori di call center in quanto l’elevato tasso di automazione ha determinato una maggiore sostituibilità di queste figure.

 

In Italia mancano i lavoratori, non il lavoro.
Smart working (foto Pixabay)