Canal plus, arrivano ler scuse dalla Francia: “E’ di cattivo gusto”

Foto dal web

Arrivano le scuse dalla Francia dopo il video pubblicat oda Canal Plus che aveva scatenato non poche polemiche: “Di cattivo gusto”, ammettono i francesi

“Comprendiamo il dolore e la rabbia degli italiani”. Canalplus ha inviato “le sue scuse più sincere” per il video sulla pizza e il coronavirus in una lettera indirizzata all’ambasciatore italiano a Parigi, Teresa Castaldo. Il video “voleva essere satirico, ma non lo è. Ed è ancor più inappropriato nell’attuale contesto di pandemia”, si legge nella lettera firmata da Maxime Saada, presidente del direttorio del gruppo Canalplus. Il video, sottolinea, è stato “immediatamente rimosso dall’insieme dei nostri media”. “Vogliamo porgere le scuse più sincere all’Italia, agli italiani, alla comunità italiana in Francia e a tutti quelli offesi”, dal video. Il caso è legato ad una clip andata in onda nella trasmissione satirica Groland del 28 febbraio.

Le scuse dalla Francia su invito di Di Maio

Un video”che considero di dubbio gusto e inaccettabile: comprendo la satira e capisco tutto, ma prendersi gioco degli italiani in questo modo, con l’emergenza del Coronavirus che stiamo affrontando è profondamente irrispettoso”. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio commenta così, in un post su Facebook, un video della tv privata francese Canal + nel quale si ironizza sul coronavirus, la pizza e gli ‘untori italiani’. “Come ministero degli Esteri abbiamo immediatamente attivato la nostra ambasciata a Parigi – fa sapere il titolare della Farnesina – Esigiamo rispetto. I nostri cittadini, lavoratori, imprenditori esigono e meritano rispetto sempre, soprattutto in una situazione delicata come questa. Invito gli autori del programma a venirsi a mangiare una pizza in Italia, una pizza come non l’hanno mai mangiata nella loro vita. Li invito a rispettare i nostri prodotti e il Made in Italy, eccellenze che non hanno pari nel mondo – continua Di Maio – Soprattutto in queste circostanze, come ho ripetuto più volte, i media avrebbero l’obbligo morale di fornire una informazione corretta e trasparente sulla reale dimensione del fenomeno in Italia”.

foto dal web