L’Oms: “Aspettiamo dei dati per proclamare la pandemia: questi i tempi”

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Aspettiamo dei dati consolidati anche dall’Africa e dall’America Latina», spiega Walter Ricciardi, dell’executive board dell’organizzazione

Le notizie che arrivano dall’Organizzazione Mondiale della Sanità non sono confortanti. Entro 7, massimo 10 giorni, dalla sede di Ginevra l’Oms proclamerà lo «stato pandemico». «Il tempo di avere dati consolidati anche dall’Africa e dall’America Latina», spiega Walter Ricciardi, dell’executive board dell’organizzazione. Serve giusto il tempo di ricevere i dati ufficiali dall’Africa e dall’America e capire a che punto sono in quei continenti. Attualmente per l’Oms ci troviamo comunque nella fase 5, quella di «allerta pandemica». La risposta è quella che gli epidemiologi definiscono di «contenimento», quando si può ancora isolare una persona colpita e poi tracciare e mettere in quarantena i suoi contatti.

Aspettiamo dei dati, la strategia

«Ma stiamo già passando alla fase successiva di “mitigazione”, ossia quella di riduzione del danno visto che non posso più bloccare la diffusione del virus», spiega Ricciardi. In pratica la strategia che l’Oms contempla in caso di pandemia. «Con la dichiarazione dello stato pandemico l’Oms può mandare i suoi operatori in loco, come fanno i caschi blu dell’Onu», ma soprattutto «può chiedere ai singoli Paesi di adottare misure di mitigamento, come il fermo di alcune attività o dei trasporti anche via terra». Non c’è obbligo, «ma il non rispetto delle disposizioni equivarrebbe alla mancata applicazione di norme internazionali, che implica l’applicazione di sanzioni». I vertici dell’Oms non pensano però a una strategia univoca «ma ad una agilità di approccio come quella che abbiamo visto in Cina, dove a Wuahn si sono adottate misure di mitigazione, mentre nelle altre aree del Paese si è adottata una strategia di contenimento», spiega Bruce Aylward, braccio destro del direttore generale dell’Oms. Insomma le misure anche in caso di pandemia non saranno generalizzate, ma commisurate al livello di diffusione del virus. Le azioni saranno diverse da paese a paese, a seconda della situazione e del contagio.

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(Getty Images)

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