Coronavirus Italia, la previsione dell’infettivologo Galli

Medico ospedale
(Getty Images)

Continua l’emergenza coronavirus in Italia. L’infettivologo Galli ha rilasciato alcune dichiarazioni in cui ha svelato la sua previsione. 

Il coronavirus continua a diffondersi senza sosta: in Italia i casi risultati positivi sono oltre diecimila mentre nel mondo ci sono oltre centodiecimila contagiati. Il governo italiano, per rallentare l’epidemia, ha adottato alcune importanti misure. Da questa mattina, infatti, per spostarsi bisognerà comprovare esigenze lavorative o situazioni di necessità. Queste misure erano attive per la sola Lombardia mentre da oggi è stato messo in sicurezza tutto il paese. Il premier Conte ha spiegato che le persone devono cambiare le loro abitudini iniziando a restare a casa per non favorire il contagio. Per spostarsi tra i vari comuni, quindi, bisognerà avere un’autocertificazione scaricabile attraverso il web. Nella giornata odierna, Massimo Galli ha rilasciato alcune dichiarazioni in cui ha spiegato il suo punto di vista sul nuovo decreto del Governo.

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Coronavirus Italia, le parole dell’infettivologo Galli

Massimo Galli ha rilasciato alcune dichiarazioni a Tgcom24. “Le misure che sono state adottate dal Governo sono estremamente importanti”, ha spiegato il virologo in merito alla limitazione degli spostamenti. “Uno studio pubblicato oggi sottolinea che se non riusciamo a identificare almeno il 70% dei contatti delle persone che sono state infettate (non riuscendole ad isolare), e se non riusciamo a contenere in maniera corretta il periodo di convalescenza delle persone che non hanno bisogno di andare in ospedale ma che l’infezione ce l’hanno, possiamo scordarci di chiudere questa storia entro tre mesi. A Wuhan, epicentro del nuovo coronavirus, il governo cinese decise di adottare misure molto più drastiche delle nostre. Nessuno poteva entrare ed uscire dalla città e anche gli spostamenti interni furono alquanto limitati. Strade deserte e scenari apocalittici ma negli ultimi giorni si inizia ad intravedere la luce nella regione dell’Hubei.

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