Tumore alla prostata, si va verso una diagnosi più veloce: lo studio

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Alcuni ricercatori americani stanno mettendo a punto un metodo per diagnosticare il tumore alla prostata in tempi più rapidi. 

Il carcinoma prostatico è la neoplasia più frequente nella popolazione maschile dell’occidente e rappresenta oltre il 20% di tutti i tumori diagnosticati a partire dai 50 anni di età. Secondo il rapporto Aiom-Airtum del 2018, in Italia si stimano 458.000 persone con pregressa diagnosi di carcinoma prostatico. Nell’anno dello studio sono state stimate circa 35.000 nuove diagnosi. La prostata è presente solo negli uomini e nel corso degli anni può ingrossarsi fino a dare disturbi di tipo urinario. La malattia, soprattutto nei casi in cui si interviene con tempestività, ha un tasso di mortalità poco elevato: in media il 91% di persone vive ancora dopo 5 anni dalla diagnosi.

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Tumore alla prostata, il nuovo studio: diagnosi più veloce?

Negli ultimi anni anche in ambito oncologico le diagnosi stanno diventando più rapide. Alcuni ricercatori americani, ad esempio, stanno lavorando ad un test delle urine che può diagnosticare il tumore alla prostata. Lo studio è stato pubblicato su Scientific Reports. La nuova biopsia liquida cercherebbe frammenti di RNA tipici del tumore, analizzando l’urina e sequenziando l’RNA precedentemente sconosciuto. La ricerca è ancora in una fase iniziale e non è ancora stata validata. Sergio Bacarda,direttore della Struttura Complessa di Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni ha rilasciato alcune dichiarazioni in cui ha spiegato i vantaggi del nuovo test. “Il fatto che sia realizzato su materiali biologici normalmente disponibili come le urine dà sicuramente dei vantaggi: il test è facilmente ottenibile e sicuramente ripetibile”. Questo metodo, stando alle parole dell’esperto, potrebbero anticipare la diagnosi di anni sommando al parametro biologico (genomico) quello clinico (fattori di rischio e familiarità).

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