La Francia adesso come l’Italia: il passo è stato breve

Anche in Francia, come in Italia è fuga da Parigi e limitazioni ai trasferimenti. Il Primo Ministro ripete che i francesi devono restare “chex eux”, cioè a casa propria. Il modello italiano è stato preso d’esempio: anche qui limitazioni, multe e autocertificazioni. Ma cosa ha fatto cambiare idea a Macron?

La Francia adesso come l'Italia: il passo è stato breve
Parigi (foto Pixabay)

Da ieri è iniziato il “confinement” e la quarantena o quasi. Anche i francesi, dunque, non potranno uscire e spostarsi se non hanno una ragione che attiene al lavoro (solo se non è possibile svolgerlo con il telelavoro o è urgente) oppure per “emergenze sanitarie, necessità di base, assistenza intergenerazionale, assistenza all’infanzia, attività fisiche individuali e soddisfacimento delle esigenze degli animali domestici”.
Norme simili a quelle emergenziali introdotte in Italia.

Sono state anche chiuse le frontiere tra Francia e Germania.
Sarà possibile il rientro in patria per i tedeschi da oggi e il transito per comprovati e urgenti motivi di lavoro.
E se il transito delle merci rimane garantito, le frontiere sono prese d’assalto fin dal mattino.

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Anche in Francia si corre al supermarché

Anche a Parigi (e in tutta la Francia) da ieri mattina è corsa folle e insensata ai supermercati, alle farmacie e agli esercizi ancora aperti.
Sebbene da ieri anche i francesi siano obbligati al confinement, con regole molto simili alle nostre, continuano comportamenti irresponsabili: assembramenti dovuti a spostamenti non così necessari.

A far cambiare idea a Macron è stato uno studio top secret, secondo il quale, senza l’isolamento, ci sarebbero state 500mila vittime. In base a quanto scoperto da Le Monde, dello studio del virologo Neil Ferguson, dell’Imperial College di Londra, sarebbe entrato in possesso Macron il 12 marzo.

Solo poche ore dopo il premier francesce ha comunicato al paese che la situazione era urgente.

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Louvre (foto Pixabay)