Coronavirus, la Capobianchi spiega come combattere l’infezione

La ricercatrice che ha isolato il coronavirus allo Spallanzani, contro le fake news, chiarisce i rischi della malattia e come difenderci

Coronavirus
La virologa Capobianchi (repubblica.it)

“Stiamo seguendo una situazione in evoluzione. E navighiamo a vista, nel senso che è necessario adattarsi velocemente agli avvenimenti”. Con queste parole la virologa dell’ospedale Spallanzani di Roma, Maria Capobianchi fa il punto sulla situazione coronavirus in Italia e nel mondo.

Lo stato delle cose è serio spiega la studiosa che dal 2000 dirige il laboratorio di virologia dell’istituto italiano che fin da subito è stato in prima linea contro il Covid-19. E proprio nel laboratorio che la Capobianchi dirige è stato isolato il Sars- Cov2 dal primo paziente diagnosticato in Italia.

Spiegazioni che la studiosa ha dato ai microfoni di Repubblica nel tragitto tra la sua casa e l’istituto dove lavora. Un’intervista nella quale ha voluto fare chiarezza, contrastando anche tutte le fake news che circolano in queste settimane. Allo stesso tempo ha anche spiegato alcuni aspetti fondamentali dell’emergenza che stiamo vivendo.

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Coronavirus, il punto su farmaci e vaccini

La virologa spiega anche lo stato dell’arte sugli studi per farmaci e vaccini contro il coronavirus. “Intanto – ha detto la Capobianchi – si sta muovendo la collaborazione internazionale, a partire da quella che si definisce Epidemic Intelligence, un settore della sanità pubblica che si occupa di scovare eventuali segnali di allarme, basati su malattie che si verificano con frequenza superiore a quella attesa, per capire se sta accadendo qualcosa di anomalo, e avviare indagini più approfondite”.

E per il lavoro svolto sui vaccini, si lavora “su “piattaforme”, le basi di partenza del vaccino, che poi sono adattate a ogni specifico virus” ha detto. “C’è stata un’accelerazione importante, ma ovviamente serve tempo e rigore – ha puntualizzato la Capobianchi – per valutare l’efficacia dei possibili vaccini. Non bisogna farsi prendere dalla fretta”.

Per i farmaci, invece, il percorso sembra essere più semplice “perché è possibile utilizzare molecole già usate per trattare altre infezioni” ha precisato. Tra le sperimentazioni, infatti, anche quella che vede in uso, soprattutto a Napoli, il farmaco per l’artrite reumatoide. “In questo caso parliamo di farmaci host directed, perché non agiscono sul virus ma sulla risposta dell’organismo a questo – ha spiegato – L’ipotesi è che in alcuni casi la risposta difensiva dell’organismo possa essere eccessiva, contribuendo ad aggravare la malattia. Questa potrebbe essere una delle spiegazioni del fatto che in alcuni casi il virus sembra colpire in modo molto aggressivo anche persone giovani e sane. Questa classe di farmaci quindi non blocca il virus, ma inibisce l’eccessiva risposta difensiva al virus stesso”.

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Come prpteggersi dal Covid-19

Ma in attesa che ci siano terapie efficaci e accreditate la virologa dello Spallanzani ha dato delle dritte su come proteggersi dal coronavirus spiegando che “Fare tamponi a tappeto nella popolazione non ha senso”. E sulle misure di sicurezza adattate per contenere il diffondersi del virus ribadisce “è fondamentale rimanere distanti dagli altri, e lavarsi spesso col sapone che contiene sostanze che sciolgono l’involucro del virus, oppure con altri disinfettanti”.

E sui rischi per chi con i virus ci lavora e li studia aggiunge: “Oltre al rischio per chi li manipola va anche considerato il rischio di diffusione nell’ambiente, quindi devono essere adottate delle misure di biocontenimento. Noi siamo abituati a lavorare con virus che richiedono queste precauzioni, non solo con il coronavirus responsabile della COVID-19, che ora sta monopolizzando l’attenzione”.

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Maria Capobianchi (GettyImages)