Coronavirus, scoperti i tempi di incubazione: “Non sono 14 giorni”

Coronavirus, lo studio cinese: rivelata la durata dell’incubazione

Coronavirus
(Getty Images)

La quarantena dev’essere necessariamente stesa: se negli ultimi due mesi le indicazioni sull’isolamento volontario hanno sempre previsto un periodo di 14 giorni, un nuovo studio dell’università di Shanghai allunga i tempi. Secondo la ricerca il periodo del coronavirus sembrerebbe essere più lungo di quasi due giorni in più rispetto ai 5 che erano stati stimati sulla base dei ricoveri in ospedale. Per questo motivo, dunque, la quaratena sarebbe da estendere di altri 4-7 giorni. Dovrebbe durare almeno dai 18 ai 21 giorni. La ricerca raccoglie gli studi non ancora validati dalla comunità scientifica. Secondo il gruppo di Xue Jiang, perché le misure di controllo siano più efficaci, è fondamentale arrivare ad un periodo ottimale di quarantena e isolamento per circa il 95% dei casi che sviluppano sintomi.

 

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L’attuale periodo di 14 giorni secondo i loro risultati non è per niente giusto. A questa conclusione sono arrivati analizzando i dati di 2014 malati confermati, di cui 99 bambini, alcuni dei ricoverati in ospedali e latri no, raccolti tra 28 province cinesi. Hanno così potuto vedere che il periodo di incubazione più frequente è di sette giorni. Più lungo ancora, ovvero di 9 giorni, il periodo di incubazione di chi si sarebbe ammalato con trasmissione oro-fecale del virus, magari mangiando insieme a delle feste. “Anche se questo tipo di trasmissione non è stato ancora dimostrato e non ci sono evidenze scientifiche”.

In ogni caso, se si allungasse il periodo di isolamento, si avrebbe una prevenzione e un controllo del virus più efficace. “Sicuramente non si potrà abbassare la guardia finché il virus non sarà eradicato in ogni parte del mondo, anche perché non ci sono evidenze di un’immunità protettiva. Altrimenti si rischia che il virus torni. Se sarà necessaria la quarantena come misura saranno le autorità a deciderlo” ha affermato Perno.

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