Coronavirus | Fontana | La situazione non migliora | devo dire una cosa ai lombardi”

Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, ha pessime notizie sul fronte Coronavirus per quanto riguarda la sua Regione. “Le cose vanno male”.

Coronavirus Fontana
Situazione Coronavirus Fontana preoccupatissimo FOTO dal web

Attilio Fontana, governatore della Lombardia, continua a rilasciare appelli di aiuto per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. La regione da lui amministrata è in assoluto la più colpita d’Italia con più di 2mila morti sui circa 3400 in tutta Italia.

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Fontana sulla crisi Coronavirus afferma: “Abbiamo avanzato delle richieste precise assieme a tutti i sindaci del nostro territorio al Governo. Se verranno disattese, prenderemo dei provvedimenti ed agiremo di conseguenza. Servono con urgenza limitazioni all’attività fisica e lo stop totale a qualsiasi attività in studi professionali, uffici, attività commerciali e cantieri. E vanno valutate le filiere da considerarsi estranee a quelle strettamente necessarie. Serve un lockout totale per far risollevare la Lombardia”.

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Coronavirus Fontana, il governatore della Lombardia disperato per la situazione

Sono proprio queste le richieste che Fontana ha avanzato al premier Giuseppe Conte per cercare di arginare il dramma in corso. Non si riesce a frenare il numero di contagi e decessi e gli ospedali sono al collasso. In particolar modo nelle aree di Bergamo, Cremona e Brescia. Da Palazzo Chigi è arrivata una smentita ufficiale per quanto riguarda la chiusura degli esercizi commerciali di alimentari il sabato e la domenica. “I supermercati, gli ipermercati e i negozi di generi alimentari resteranno aperti durante il fine settimana”.

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In troppi violano il provvedimento di restare a casa

Ma deve far riflettere anche il numero delle denunce a coloro che hanno disatteso il divieto a restare in casa: sono ben 52mila in tutta Italia. Se tutti rispettassero le regole, forse anche in Lombardia la situazione sarebbe più leggera, dal momento che tale misura è disattesa in maniera importante, con il 40% dei lombardi fuori casa secondo quanto emerso dalle celle dei telefonini intercettati.

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