Coronavirus, le vittime non giungono in terapia intensiva

Coronavirus, in Lombardia alcune vittime non giungono in terapia intensiva. Gli operatori sanitari parlano di “medicina delle catastrofi”

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ambulanza (getty images)

In provincia di Bergamo, il focolaio italiano del Covid-19, l’ambulanza tarda ad arrivare e a volte l’attesa dura anche sette ore. L’87% delle vittime non arriva neanche in terapia intensiva degli ospedali, purtroppo muore prima. Alcuni muoiono a casa senza neanche essere ricoverati. Le attese sono lunghe, gli ospedali collassano e i pazienti si ritrovano ad aspettare su letti improvvisati al pronto soccorso prima di essere ricoverati. Gli operatori sanitari parlano di “medicina delle catastrofi“. Questo tragico evento che sta colpendo l’Italia intera e in particolare la Lombardia si potrebbe definire come una disastrosa calamità sanitaria. Ormai la situazione sta degenerando e l’intera sanità italiana è in piena crisi per la gestione della situazione. I medici, gli infermieri e tutto il personale lavorano con fatica per assistere malati gravi e gravissimi, la cui vita dipende da apparecchiature tecnologicamente complesse disponibili purtroppo in numero limitato.

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Coronavirus, gli ospedali al collasso

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Terapia intensiva (GettyImages)

I medici delle terapie intensive della Lombardia lo scorso 7 marzo hanno inviato un documento al presidente della Regione Attilio Fontana, per denunciare la situazione ormai ingestibile negli ospedali “Le strutture sanitarie – si legge – sono sottoposte a una pressione superiore a ogni possibilità di adeguata risposta. Nonostante l’impegno del personale e il dispiegamento di tutti gli strumenti disponibili, una corretta gestione è ormai impossibile“. Corrono il rischio non solo i malati del Coronavirus, ma anche tutti quei pazienti che in condizioni normali si rivolgono al Sistema Sanitario per le cure di eventi acuti o cronici di qualsivoglia natura. “Anche per questo motivo – si sottolinea nel documento – è assolutamente necessaria l’immediata adozione di drastiche misure finalizzate a ridurre i contatti sociali e utili al contenimento dell’epidemia“.

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MEDICO (Getty Images)