Covid-19, la strage italiana. Cresce il numero di morti

Covid-19, cresce il numero di morti in Italia. Qual è il motivo? C’è una risposta ottimistica a questa domanda e altre meno

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ospedale coronavirus (Getty Images)

Storia di una strage. In Italia continua a crescere il numero di morti, totalizzando 3405 vittime da Coronavirus contro le 3245 dichiarate in Cina. Ma qual è il motivo di questo tragico evento? Tra le tante risposte ce n’è una ottimistica e consiste nel diverso modo di rilevazione delle morti. In Italia cataloghiamo come morti da Covid-19 anche i cosiddetti morti con il coronavirus ma che avevano altre patologie. Mentre in Cina, in Corea del Sud e in Germania i medici indicano soltanto i morti per coronavirus nelle statistiche. La domanda che ci stiamo ponendo tutti è stata fatta anche ai funzionari dell’Oms che si stanno occupando di analizzare la pandemia a livello europeo e non sono stati così ottimisti. Durante la conferenza dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del 17 marzo scorso a Copenaghen, Richard Pebody, capo della squadra di intervento sulle emergenze infettive in Europa dell’Oms, ha risposto che nulla è certo e che bisogna aspettare la conclusione dello studio non escludendo alcune ipotesi.

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Covid-19, quali sono le ipotesi

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Coronavirus ospedali(Getty Images)

Fare delle ipotesi è necessario per chi deve pensare a piani di azioni immediati per combattere il virus. Così si potrebbe pensare ai diversi sistemi ospedalieri, a ragioni demografiche, o al differente modo con cui i paesi classificano i pazienti. “Gran bella domanda. Non abbiamo una risposta certa” continua a sostenere Richard Pebody. Inoltre sottolinea che in alcuni paesi, tra cui l’Italia sono stati fatti meno tamponi che in Cina o in Corea, ovvero solo a persone con sintomi acuti tralasciando gli asintomatici. Richard Pebody, dopo avere esaminato il tema dell’atteggiamento diverso riguardante il test, prosegue dicendo che, qualora invece il rapporto tra malati e morti non fosse falsato da questa discrasia di rilevazione dei primi, resterebbero alcune variabili da considerare: le differenze demografiche tra i paesi e i differenti livelli di assistenza.

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Coronavirus (Getty Images)