Fake news | la poesia del 1800 sulla peste | la verità è questa

Circola una fake news che riguarda un bel componimento poetico che tratta di una epidemia di peste risalente al XIX sec. ma le cose stanno diversamente.

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La fake news sulla poesia del 1800 una storia bizzarra Foto dal web

Negli ultimi giorni circola una fake news relativa ad una poesia attribuita ad una poetessa. Una tale Kitty O’Meary, che si dice sarebbe vissuta tra il 1839 ed il 1888. La poesia sarebbe stata scritta durante una epidemia di peste avvenuta nel XIX sec. Non è niente di vero.

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Il testo è questo.

E la gente rimase a casa
E lesse libri e ascoltò
E si riposò e fece esercizi
E fece arte e giocò
E imparò nuovi modi di essere
E si fermò

E ascoltò più in profondità
Qualcuno meditava
Qualcuno pregava
Qualcuno ballava
Qualcuno incontrò la propria ombra
E la gente cominciò a pensare in modo differente

E la gente guarì.
E nell’assenza di gente che viveva
In modi ignoranti
Pericolosi
Senza senso e senza cuore,
Anche la terra cominciò a guarire

E quando il pericolo finì
E la gente si ritrovò
Si addolorarono per i morti
E fecero nuove scelte
E sognarono nuove visioni
E crearono nuovi modi di vivere
E guarirono completamente la terra
Così come erano guariti loro

(Kitty O’Meary. 1839- 1888)

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Fake news, la poesia in realtà è di qualche giorno fa

In realtà Kitty O’Meary è una nostra contemporanea ed è viva e vegeta. La poesia l’ha scritta realmente lei ed il titolo (provvisorio) è ‘And The People Stayed Home’. La pubblicazione risale a pochissimi giorni fa. Precisamente al 16 marzo 2020, dopo che Kitty l’ha postata sul proprio blog personale. Alcune testate online hanno condotto delle ricerche una volta che sono emersi dei dubbi riguardo il fatto che questa poesia potesse essere stata composta nell’800. Del resto il web è purtroppo terreno fertile per le fake news. Lo scrittore indiano Deepak Chopra aveva condiviso qualche giorno fa la poesia sui propri spazi social.

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La vera autrice tra l’altro sarebbe italiana

La O’Meara ha detto la sua su quanto inaspettatamente accaduto. “Ho postato la mia poesia sul mio profilo personale Facebook. Che tengo tra l’altro privato e non pubblico. Ho riscontrato un po’ di follia sul sito di Deepak Chopra e voglio lasciare perdere. L’ho scritto e pubblicato sulla mia piccola pagina personale di Facebook venerdì scorso, ed è andato fuori controllo”. Tra l’altro sembra che la O’Meara si sia ispirata ad un componimento dell’italiana Irene Vella, giornalista ed anche poetessa, che l’11 marzo aveva realizzato a sua volta un componimento con tanto di diritti di autore ratificati alla Siae. Questo pare proprio che porterà la nostra connazionale e la O’Meara ad una disputa legale su chi sia la effettiva autrice del testo.

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