Covid-19, il giornalista accusa: “Messo in quarantena per un articolo”

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Eduardo Cicelyn, il giornalista accusa di trovarsi in quarantena dall’Asl, dopo aver scritto un articolo discutibile sulle norme vigenti in Campania

Eduardo Cicelyn, giornalista messo in quarantena obbligatoria dall’Asl, dopo aver scritto un articolo discutibile sulle norme vigenti in Campania. Il giornalista attraverso un comunicato all’Andkronos, ha denunciato quanto subito. “Un assurdo e ignobile attacco alla libertà di stampa, di pensiero e di espressione”. Esordisce il giornalista, già consulente culturale di vari enti pubblici, ex direttore del Madre di Napoli, che commenta all’Adnkronos l’obbligo di quarantena domiciliare per 14 giorni a suo carico disposta dalla Asl Napoli 1 Centro a seguito di quanto contenuto nel suo articolo. L’articolo si intitola «Io, in giro con lo scooter contro i sovrani dello stato di emergenza”. Il giornalista così al corsera: «In giro con lo scooter sfido il coprifuoco e sfuggo al panopticon di De Luca. Fingo di andare a fare la spesa, con la tessera di giornalista in tasca mi sento al sicuro da eventuali annunciatissime denunce».

Il giornalista accusa

Secondo Cicelyn si tratta di «reato di opinione» e spiega: «Non sono contagiato, non mi hanno trovato per strada e multato per questo, ma vengo processato per le intenzioni e la cosa drammatica è che non c’è possibilità di opporsi. Non posso andare da un avvocato, i tribunali sono chiusi. Un signore della Asl, su chiaro mandato di qualcuno, può disporre della mia libertà personale e non posso presentarmi in tribunale per conoscere l’accusa reale, che nel provvedimento non c’è perché sarebbe risibile». Cicelyn ribadisce: «Non ho violato l’ordinanza ma vengo ‘arrestato per un reato di opinione, per aver raccontato i fatti miei in pubblico, come neanche in epoca fascista. È una roba da potestà, sindaci e governatori stanno facendo campagna elettorale sulla nostra pelle. Posso aver scritto tutte le sciocchezze di questo mondo, ma – conclude – ho la libertà di farlo e nessuno può mettermi in carcere per questo, neanche sotto i bombardamenti».

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