Covid-19, l’allarme di De Raho: “Il rischio di infiltrazioni mafiose è alto”

Il procuratore nazionale antimafia avverte lo Stato e specifica che le mafie si stanno riorganizzando in piena emergenza Covid-19 per sostenere le fasce deboli e gli imprenditori senza liquidità

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Cafiero De Raho (GettyImages)

“Ovunque ci sia un disagio sociale e una difficoltà pensano di inserirsi mafia, camorra e ‘ndrangheta”. È con queste parole che il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, in un’intervista a ‘Radio24’, avverte sui possibili esiti, sul fronte della criminalità organizzata, che il Covid-19 può portare.

Cosa centrano le mafie in questo contesto di difficoltà sanitaria? È proprio lì che si vanno ad intrufolarsi spiega il procuratore. Non fanno altro che offrire servizi, quelli di cui la parte più povera della popolazione ha bisogno e non riesce ad accedervi. La mafia non fa altro che dare benefici “per poi richiederli con gli interessi” ha spiegato De Raho senza mezzi termini.

In un momento delicato come l’emergenza coronavirus il procuratore non nasconde che l’attenzione è altissima per cercare di capire dove ci sono situazioni di sofferenza nelle quali le mafie e la camorra potrebbero intrufolarsi. E l’esempio di De Raho va alla Campania dove non si nascondono i video dei camorristi che offrono generi di prima necessità a sostegno dei più deboli. E questo è uno dei principali segnali che indicano come, al tempo del Covid-19, anche la criminalità organizzata, ha ridefinito la sua attività.

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Covid-19, le mafie si riorganizzano

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Procuratore De Raho (GettyImages)

Diversi sono gli esempi che in pieno dilagare dell’epidemia di Covid-19 le mafie si stanno riorganizzando e anche bene. Non solo con la formula della droga “a domicilio” o spacciando nei luoghi in cui è più facile nascondersi come in fila per fare la spesa o in farmacia. Ma si pensa già ad un possibile “salto qualitativo” che la criminalità mafiosa cercherà di fare “orientando strumentalmente il disagio delle imprese e dei singoli, provocato dalla crisi di liquidità, al fine di ricavarne consenso sociale” ha spiegato il procuratore.

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No alle mafie (GettyImages)

Le imprese al momento sono quelle che maggiormente vengono tenute d’occhio. Quei settori oggi travolti dalla crisi sono quelli più fragili e deboli. Proprio loro nelle prossime settimane potrebbero aver bisogno di capitali e per reperirli potrebbero rivolgersi proprio alle mafie.