Scomparsa Angela Celentano: dalle piste d’oltre oceano ai documenti segreti dell’FBI

Il caso sulla scomparsa di Angela Celentano, la bambina di 3 anni svanita nel nulla nell’agosto 1996, è stato definitivamente archiviato dalla Procura.

Angela Celentano
Angela Celentano (foto dal web)

La Procura di Torre Annunziata lo scorso mese di marzo ha deciso di archiviare definitivamente le indagini sulla scomparsa di Angela Celentano, la bambina di 3 anni scomparsa nell’agosto del 1996. Angela si trovava insieme alla famiglia, ai parenti ed alcuni amici sul Monte Faito (Napoli) per un picnic domenicale. Dopo le ricerche al momento e numerose indagini degli inquirenti, i quali hanno seguito diverse piste, il caso è rimasto irrisolto. Ciò nonostante la famiglia non si sia mai arresa all’idea di non rivedere mai più Angela che oggi avrebbe 27 anni.

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Angela Celentano, archiviate le indagini: la scomparsa sul Monte Faito nell’agosto 1996

Angela Celentano
Angela Celentano (foto dal web)

Nell’agosto del 1996 si perdono le tracce di una bambina di 3 anni, Angela Celentano. Nonostante le ricerche, le indagini degli inquirenti e l’impegno della famiglia per ritrovarla, della piccola non sono più avute notizie. Angela si trovava insieme alla famiglia sul Monte Faito (Napoli) per una gita fuoriporta, quando improvvisamente, scompare nel nulla. Tutti i presenti al picnic, al quale avevano preso parte una quarantina di persone tra amici e parenti della famiglia Celentano, si mettono subito alla ricerca della bambina, ma di quest’ultima non vi sono tracce. Quella giornata di allegria e spensieratezza, organizzata dalla comunità religiosa al termine della scuola domenicale, si trasforma in poco tempo in un incubo che va avanti da ormai quasi 24 anni.

A raccontare quanto accaduto durante quei drammatici momenti sono gli stessi genitori di Angela sul sito creato a seguito della scomparsa. Sul Monte Faito, allarmati dai presenti, arrivano pochi minuti dopo la scomparsa i carabinieri che danno il via alle ricerche, insieme ad alcuni volontari precipitatisi sul posto per collaborare. Le ricerche, a cui prendono parte altre forze dell’Ordine e la Protezione Civile, durano quattro giorni e quattro notti a partire da quei drammatici momenti, ma della piccola neanche l’ombra. Il caso finisce sui maggiori quotidiani e sui telegiornali nazionali per settimane intere, ma non vi sono indizi che possano aiutare gli inquirenti.

In un primo momento le indagini si concentrano sulla stessa Famiglia Celentano e nel mirino finisce lo zio della piccola, sospettato di favoreggiamento nel rapimento insieme a quattro amici di famiglia ed altre tre persone. Ad alimentare i sospetti sull’uomo sono le dichiarazioni ai carabinieri della madre di Angela che aveva riferito di una frase pronunciata la sera prima della scomparsa dalla figlia 13enne del cognato: “E se domani si pigliano Angela nel bosco?”. Probabilmente, secondo le tesi degli inquirenti, la bambina potrebbe aver sentito qualcosa su una possibile pianificazione del sequestro. Sospetti che poco tempo dopo cadranno definitivamente.

Scomparsa Angela Celentano: il rapporto del FBI e la pista messicana

Nel 2007, ad 11 anni di distanza dalla scomparsa, viene disvelato un rapporto dell’FBI. Il Bureau aveva preso parte alle indagini, durante le quali aveva scoperto un’insolita circostanza. Recatisi sul Monte Faito, gli investigatori statunitense all’interno di un villa rinvengono, come riporta un articolo dell’epoca de Il Corriere della Sera, un “altarino alla vittima” di Angela Celentano ed un cappellino molto simile a quello che la piccola indossava il giorno della scomparsa. Il principale sospettato diviene, dunque, il proprietario dell’abitazione, ma la relazione trasmessa alla procura di Torre Annunziata nel luglio 2004 non basta per un’incriminazione dell’uomo.

Per un’altra pista concreta che riaccende la speranza dei familiari trascorrono altri diversi anni. Nel 2010 si apre quella che viene ribattezzata come la “pista messicana”. Il 25 maggio di quell’anno, i genitori di Angela ricevono una mail proveniente dalla nazione dell’America Centrale, in cui una donna, Celeste Ruiz afferma di essere Angela. La donna sostiene, inoltre, di essere stata rapita in Italia da una coppia che si era trasferita in Messico ed allega una foto di una ragazza 20enne i cui tratti sarebbero compatibili con quelli di Angela.

Gli inquirenti si concentrano sulla pista e cercano la donna ovunque, senza risultato sino a quando è lei stessa a farsi avanti. Si tratta di una psicologa messicana di nome Brissia, alla quale un mitomane ha rubato la foto per scrivere alla famiglia Celentano. La Procura decide dunque di abbandonare definitivamente la pista e dopo altre svariate indagini nel marzo scorso, a quasi 24 anni da quella maledetta mattina, il caso viene definitivamente archiviato rimanendo irrisolto.

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Tribunale
(foto dal web)

La famiglia di Angela non si è mai arresa all’idea di poter un giorno riabbracciare la piccola ed è ancora alla ricerca della verità su un caso avvolto dal mistero ormai da 24 anni.