Salute mentale, le ricadute psicologiche della pandemia

Secondo JAMA Internal Medicine non mancheranno, alla fine del lockdown, le ricadute sulla salute mentale ed i problemi dell’isolamento si faranno sentire in modo forte come non è mai successo fino ad ora

Salute mentale - andrà tutto bene
andrà tutto bene (getty images)

Ricadute psicologiche ed effetti forse ancora poco presi in considerazione. È questo quello che emerge da un articolo pubblicato su JAMA Internal Medicine che parla delle ferite, quelle meno tangibili, che il Covid-19 lascerà nelle persone. Non solo la difficoltà di chi ha dovuto affrontare materialmente la malattia e chi ha combattuto in prima persona sul campo. Si parla di difficoltà dell’anima, quelle che avranno ricadute a breve e lungo termine.

Secondo questo articolo, infatti, gli esiti negativi del Covid-19 aggiungono un elemento in più rispetto agli eventi già vissuti nel passato. Le ferite lasciate da epidemia, attentanti e disastri naturali non hanno avuto conseguenze legate all’isolamento sociale.

In passato non sono mancati ansia e depressione sostiene il JAMA Internal Medicine ma per il Covid-19 sarà diverso.

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Salute mentale, come contrastare gli effetti dell’isolamento

Salute mentale
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Non mancheranno di certo ansia e depressione tra gli effetti oscuri sulla salute mentale di chi sta affrontando l’emergenza Covid-19. Ma a questi se ne aggiungeranno degli altri spiegano dal JAMA Internal Medicine.

Stati questi che riguarderanno non solo chi l’epidemia l’ha vissuta e toccata sulla propria pelle ma anche per chi, rimanendo solo in casa, ha dovuto fare i conti con la solitudine. Un’ondata di ricadute psicologiche dunque da non sottovalutare per chi ha dovuto interrompere la quotidianità e affrontare la convivenza forzata con la famiglia, anche e soprattutto in contesti familiari instabili e violenti.

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Per arginare tutto questo secondo la rivista medica pubblicata dall’American Medical Association, si può agire in tre direzioni. La prima cosa da fare sarebbe quella di assicurarsi che nessuno sia solo, almeno virtualmente. Come? Erogando corsi online, attività sportive o religiose organizzate con cadenza regolare, come avveniva prima del lockdown senza abbandonare troppo le vecchie abitudini. Allo stesso modo l’apprendimento non può essere trascurato. Urge una routine quotidiana e cadenzata. Stessa linea andrebbe adottata con le fasce più deboli come gli anziani, gli immigrati e chi soffre di disturbi psicologici.

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Dall’altro lato, secondo la rivista andrebbero intensificati i controlli su abusi domestici su donne e minori e attivate le denunce del caso. Non da meno, in ultimo, l’intensificazione dei servizi psicologici per affrontare l’ondata di disagio psicologico che di certo la pandemia lascerà.