Milano: il piano per ridurre l’uso dell’auto dopo il lockdown

Milano colpita dal Coronavirus trasformerà 35 km di strade per ciclisti e pedoni.

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La città di Milano si prepara alla riapertura, attuando una delle strategie più ambiziose d’Europa in risposta alla crisi del coronavirus, ovvero riassegnando lo spazio stradale, solitamente utilizzato dalle auto, ai ciclisti e ai pedoni.
Il Comune, con il piano Strade Aperte, ha annunciato che 35 km di strade saranno trasformate nel corso dell’estate. Il piano prevede piste ciclabili temporanee a basso costo, marciapiedi nuovi e ampliati, limiti di velocità di 30 km/h e strade prioritarie per pedoni e ciclisti. I lavori potrebbero iniziare ad inizio maggio su un tratto di 8 km di Corso Buenos Aires, boulevard commerciale della città ma anche arteria di traffico in entrata che raggiunge il quartiere di Porta Venezia, ossia l’ex Lazzaretto meneghino, rifugio per le vittime dell’epidemia della peste nel XV e XVI secolo.

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Piste ciclabili temporanee: un’ottima alternativa

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Milano è una città piccola e densa, ampia solo 15 km con 1,4 milioni di abitanti, il 55% dei quali utilizza i mezzi pubblici per recarsi al lavoro. Il tragitto medio casa-lavoro è inferiore a 4 km. Il distanziamento sociale che verrà messo in atto sui mezzi pubblici comporterà la necessità di ridurre il numero di persone che dovrà accedere quotidianamente a metro, tram e bus. Sarà inevitabile il ritorno all’utilizzo del mezzo privato e per evitare il congestionamento delle auto sulle strade cittadine con evidenti effetti sull’inquinamento dell’aria, le piste ciclabili temporanee potranno offrire una buona alternativa in sicurezza per gli spostamenti.
Nel prossimo mese Milano testerà una parte importante del futuro della mobilità cittadina del prossimo decennio, la programmazione prevedeva uno scenario al 2030 ma in questa nuova fase lo scenario si sposta al 2020.

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Milano
Piazza Duomo a Milano (Getty Images)

Il piano di Milano è uno strumento emergenziale che permette di pensare al presente, offrendo spunti anche per altre metropoli europee e mondiali nelle quali lo spazio è sempre più limitato e il numero di persone è sempre in crescita.

 

A.P.