Coronavirus, angeli di solidarietà sconfitti dalla malattia

Racconti e testimonianze crudeli per anime pie che facevano della solidarietà e del sorriso le loro armi vincenti nella vita. Ma il Coronavirus spezza i loro incantesimi

coronavirus
stanza di ospedale con medico e paziente in cura steso sul letto (Getty Images)

L’avere successo nella vita è sinonimo di chi sorride di fronte alle avversità e lo fa ancor più quando il gesto viene ricambiato. E’ la testimonianza della signora Anna, eterna guerriera nella vita prima che la sua vita venisse portata via dal Coronavirus. Un’anima pia irta di saggezza e amore verso il prossimo. Raccomandava di “stare a casa” per non vivere la situazione incandescente negli ospedali, dove era stata ricoverata prima della morte. La 35enne di Teolo, provincia di Padova, aveva rassicurato la famiglia che avrebbe vinto la doppia battaglia presentatasi sul conto della sua vita. La donna aveva una situazione clinica abbastanza complessa. Il male incurabile aveva pregiudicato l’attività di commessa che esercitava alla Coop, poi è subentrato il Coronavirus, fino a spegnersi tra le lacrime della madre e della sorella.

Terry Filippini è un altro esempio di caso da Coronavirus, passato a miglior vita con il sorriso stampato sul volto e un orgoglio grande per i suoi figli. La donna in questione era diventata un volto noto in tv, grazie alle sue performances da inviato nel programma “Quelli del Calcio” condotto da Simona Ventura. La solarità che la contraddistingueva dalla massa era contagiosa per chiunque, oltre a risultare all’anagrafe come la madre dei gemelli calciatori: Emanuele e Antonio Filippini. I fratelli Filippini, note icone del calcio professionistico avevano militato insieme nel Brescia, nella Lazio e nel Palermo. Oggi hanno lanciato un messaggio di ringraziamento speciale per la loro maestra di vita.

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Mario e Pietro i casi di gioventù moderna deceduti per mano del virus

Ospedale
(Foto di James Timothy Peters-Pixabay)

Mario Medici aveva 61 anni ed era originario di Sabbio, comune del Bergamasco. Le speranze di sconfiggere il Coronavirus le aveva riposte in Germania, ivi era ricoverato. Il nosocomio di Erlangen, vicino Norimberga è risultato però fatale per il giovane uomo. Era una persona molto attiva nella vita, rappresentando per molti un esempio di civiltà e di legame alla propria terra. Il tutto lo faceva attraverso la gentilezza e l’educazione trasmessagli dai genitori. Era padre di due figli, un maschio e una femmina ed amava molto sua moglie, ma dal 28 Marzo è stato costretto ad entrare nel tunnel oscuro dal quale non è più uscito.

Spostandoci verso Sud, la Ciociaria oggi piange inaspettatamente uno dei suoi angeli. Lo fa in modo sofferente perchè Pietro Diamanti, di anni 47, non era affetto da alcun male. Era un giovane sano, riscoperto in rianimazione a causa del Coronavirus. Da un mese era ricoverato presso l’Ospedale di Frosinone dove ogni giorno che passava sembrava riuscisse a smembrare ogni lato oscuro della malattia. Così è stato, fino all’ultima curva dove ha ceduto il passo quando è entrato inaspettatamente in battaglia il suo cuore.

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Cecilia
Anima (foto dal web)

A piegarlo dunque è stato un arresto cardiaco, ma la sua anima continua a cantare Vasco Rossi nel cielo azzurro della ciociaria.