7 prodotti che non comprerai più quando scoprirai di cosa sono fatti

Dopo che scoprirai di cosa sono fatti questi 7 prodotti,probabilmente non li compreari più. Il mondo dell’alimentazione cambia: ecco come.

alimentazione caramelle
Caramelle – Foto Instagram da https://www.instagram.com/p/B_UYQneHQlK/

Come cambia il mondo dell’alimentazione? Anche la preparazione del cibo cambia e si adatta al mondo moderno. Se, prima, infatti, tutto veniva preparato artigialmente, oggi, la magigor parte del cibo che acquistiamo nei supermercato e che consumiamo abitualmente, sono prodotti artificialmente e non sempre le materie prime utilizzate sono quelle che vi aspetterete di trovare. Ci sono, infatti, almeno 7 prodotti che, probabilmente, non comprerete più dopo aver scoperto come sono fatti.

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Alimentazione: i cibi che probabilmente non comprerai più

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Gelato vaniglia foto Instagram da https://www.instagram.com/p/Bib6m0BAVVo/

Quali sono i cibi che, probabilmente, non comprerai più dopo aver scoperto come sono fatti? Il primo è il gelato alla vaniglia i cui ingredienti principali sono latte, panna, zucchero, aromi ed il ‘castoreum’ come fa sapere Ricetta Sprint. Il castoreum sarebbe un unguento isolato dalla ghiandola anale del castoro. Secondo il portale ‘business insider’ si tratterebbe di una fake news. Quale sarà la verità?

I marshmallow sono amatissimi da bambini e sono prodotti con una gelatina dalla ebollizione della pelle e resti ossei di mucche e maiali.

I dolci e le caramelle rosse hanno quel colore perchè vengono prodotti utilizzando un composto estratto da alcuni insetti che viene poi ridotto in polvere che viene poi utilizzato dalle industrie per colorare questi dolci.

Le caremelle in gelatina vengono prodotti utilizzando una gommalacca estratta da un insetto che vive in Thailandia.

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Per i prodotti in scatola e in lattina viene utilizzato un ingrediente additivo che cambianoda prodotto a prodotto. Nel caso dei funghi in scatola, ad esempio, vengono utilizzate della larve.

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Cibi contaminati, il nuovo allarme del Ministero della Salute (foto dal web)

Per le patatine in busta, invece, il problema principale è il modo di cottura. Nel processa di frittura l’acrilammide, una molecola cancerogena.

Infine, nella birra, si troverebbe la colla di pesce che viene estratto dalla vescica natatoria dei pesci e che sarebbe utilizzata per rendere più chiara la bevanda.