L’infettivologo Bassetti tranquillizza gli italiani e rilancia : “Al mare non ci si infetta”

L’infettivologo Matteo Bassetti invita la popolazione a non allarmarsi in vista dell’estate. Al mare non c’è possibilità che le persone si infettino

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L’infettivologo Bassetti (Foto dal Web)

L’infettivologo Matteo Bassetti, Direttore dell’unità operativa delle malattie infettive dell’ospedale di Genova, invita il Governo ad una precisazione. Evitare di allarmare la popolazione con messaggi poco inclini al rispetto delle loro mansioni. Intervistato au Rai 3 nel programma “Agorà” Bassetti ha esternato dei consigli molto utili che fanno tirare un sospiro di sollievo alla popolazione.

Le spiagge e il mare possono essere frequentati senza problemi. Le persone devono mantenere l’obbligo del distanziamento sociale perchè il virus ha dimostrato di avere effetti terrificanti anche ad una distanza prossima al metro. Dunque è bene allargare a 2 i metri di lontananza dal prossimo per annullare qualsiasi rischio.

Un altro nodo da sciogliere è l’utilizzo dei guanti. Per Bassetti è gusto ricordare alla popolazione che i guanti non sono indispensabili. Possono servire ai medici e agli infermieri nell’impiego della loro mansione, oppure per entrare a contatto con alcuni specifici reparti del supermercato, oppure per coloro che entrano a contatto con i cibi prima della fornitura al cliente.

Il bagno in mare non è un rischio, anzi rappresenta un rimedio per diminuire gli effetti di contagiosità. Non vi è alcun problema nel rispettare le distanze. Stesso discorso per l’aria condizionata, erroneamente giudicata dal Governo come nido per il virus.

Un discorso più attenzionato va fatto per l’abbigliamento da indossare. Siccome è stato certificato che il virus può vivere sulle superfici per lungo tempo e i tessuti di plastica hanno un occhio di riguardo in tal senso. Ciò non vuol dire che bisogna disinfettare sempre tutto ogniqualvolta si esce e poi si rientra a casa.

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L’Italia pronta ad abbracciare “Immuni”, l’app che cambierà la vita dei cittadini

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App (Getty Images)

L’app che sta arrivando ad occupare le nostre vite si chiama “Immuni” e seguirà durante il suo funzionamento il modello della Apple e di Google. Un modello di ricerca estremo, approvato dal Governo e dalle autorità competenti per limitare la diffusione del Coronavirus. Una scelta presa in via definitiva con buona pace dei sostenitori della privacy. Anche questa iniziativa tecnologica rappresenta la massima priorità al settore sanitario che interverrà tra i cittadini per spiarli di un eventuale contagio. Ma Bassetti frena sulla qualità digitale dell’applicazione e spiega che sarà inutile scaricarla se non si arriverà al 100% suonato nella fase di scaricamento.

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quarantena (Getty Images)

Il Governo dovrà fare in modo che l’app venga estesa a tutta la popolazione durante la Fase 2 del contagio. “E’ importante sostenere la sua funzionalità e capire quali persone hanno avuto contatti con gente infetta e quarantenarli subito” – chiosa Bassetti. Diversamente vuoi per la paura di esporre al pubblico la sicurezza dei propri dati, vuoi per lo scetticismo dei creatori perderebbe i suoi effetti.