10 domande a Claudia Napolitano dei The Jackal: la danza, la recitazione e i sogni…

Per la nostra sezione interviste abbiamo sentito Claudia Napolitano dei The Jackal.

Oggi per la nostra sezione interviste abbiamo sentito Claudia Napolitano dei The Jackal. Giovanissima, bravissima e bellissima, la giovane napoletana ha solo 21 anni e una lunga carriera davanti. Protagonista insieme a Ciro, Fabio, Gianluca (Fru), Aurora, Francesco, Alfredo e tutti i componenti della  casa di produzione nata nel 2005 a Napoli che è stata acquisita dal gruppo CiaoPeople nel 2011, Claudia ci ha parlato di come è nata questa sua passione per la recitazione , passando prima dalla danza, da dove tutto è partito.

 

Ciao Claudia. Benvenuta. Giovanissima e già con tante esperienze lavorative alle spalle. Quando hai capito che il mondo dello spettacolo era la tua strada? Dove hai fatto formazione? Ci racconti la tua storia?

Nasco come ballerina, un percorso che mi ha dato tanto e che conservo con cura, per cui il palcoscenico è un amico che mi accompagna da sempre. Ho iniziato ad avvicinarmi alla recitazione perché ero stufa del rigore, della “perfezione” impostami dalla danza: avevo bisogno di un nuovo spazio in cui sentirmi libera di essere sempre diversa, sempre
imperfetta, in cui scoprirmi al di là di uno schema predefinito. Il teatro rispondeva perfettamente a questa mia esigenza: giocare. E giocando amettermi alla prova ho capito che mi diverto troppo per pensare di voler fare altro nella vita. Nonostante ciò l’ho presa molto seriamente, quindi ho iniziato a studiare frequentando laboratori teatrali prima nella mia città (dove ho conosciuto quelli che ancora oggi per me sono maestri di vita e non solo di recitazione), poi sono entrata in un’accademia a Roma (Officina delle arti Pier Paolo Pasolini). Ma sono dell’idea che non si smette mai di studiare, io ho ancora tanto da imparare.

C’è stato un momento in cui hai pensato di non potercela fare e mollare tutto?

Certo che sì! Si sa che il nostro è un percorso davvero particolare che, come montagne russe, in un attimo ti porta su e in ancor meno ti porta giù. Quando vivi, o provi a vivere, di arte sei costantemente esposto al giudizio e sentirti dire “no” o fallire non è semplice. A volte si crolla ma fa parte del gioco.

Senza dubbio l’ingresso nei The Jackal ha cambiato la tua vita professionale.
Come li hai conosciuti?

Più che esser stata io a conoscere loro, sono stati loro a voler conoscere me. Ormai più di un anno fa, fui notata sul set di un videoclip al quale partecipai come attrice. I ragazzi mi proposero un provino e da lì iniziò tutto. Credo che andò bene.

I The Jackal dunque. Come è stato l’ingresso nel gruppo? E cosa ti ha spinto a
sposare il progetto?

L’ingresso nel gruppo è stato graduale: quando feci il provino e iniziammo a collaborare, io vivevo ancora a Roma e riuscivo a prendere parte a pochi progetti. E’ stato poi il tempo, la vita, l’essere tornata a Napoli, a darmi poi la possibilità di entrarci sempre di più dentro. Senza dubbio la cura e l’entusiasmo mi hanno conquistata dal primo istante, ma ciò che mi ha fatto dire “sì, lo voglio” è stata la loro umanità.

Far parte del collettivo comico ti ha portata al cinema fino all’esperienza di
Sanremo quest’anno. Cosa ricordi con più affetto?

Sanremo è stata un’esperienza pazzesca che mi ha aiutata sotto tanti punti di vista. Potrei dirvi di tantissimi momenti, tutti diversi, con artisti incredibili ma la verità è che nel mio cuore ci sono stampate le colazioni fatte a casa durante le quali, tra risate e caffè (tantissimo caffè), commentavamo le serate precedenti. Sprazzi di genuinità pura a cui tengo particolarmente.

Con chi hai legato di più durante questa esperienza? Chi è il più “matto” di tutti
secondo te? Secondo me Fru, ma sarebbe bello avere un tuo parere 😀 (tutto con
tanto affetto)

Sarò banale ma non me la sento di fare distinzioni. Voglio bene ad ogni singola persona che compone questa piccola grande famiglia e devo tanto ad ognuno di loro. Il più matto? Siamo tutti matti! Questo è il segreto.

7. Hai da poco compiuto i tuoi 21 anni e su Instagram hai dichiarato di sentirti mai come quest’anno talmente felice. Cos’è per te la felicità?

Un momento di pura energia, che non mi permette di pensare a niente se non al fatto stesso di essere felice. Ha il sapore delle ciliegie e suona come il mare.

The Jackal – Chi Ha PAURA del CICLO?

Di tutti i video che hai fatto a quale sei rimasta più legata, e quale il piùdivertente secondo te?

Senza pensarci due volte, il primo a cui ho partecipato “L’amore al tempo dei social” -in cui vesto i panni di una stalker- perché, è proprio vero che la prima volta non si scorda mai. Il più divertente da girare, invece, “Programmi da incubo”: è stato esilarante parodizzare alcuni dei programmi televisivi più famosi del momento e interpretare personaggi molto distanti da me.

The Jackal – L’AMORE AL TEMPO DEI SOCIAL

 

Come stai vivendo questa Pandemia? Ti vediamo spesso in “Tanto uscivo lo
stesso” su Rai Play. Tanti personaggi incontrati via call. Chi ti ha colpito di più?

Vado un po’ controcorrente e ammetto che tutto sommato tengo botta abbastanza bene. Questo periodo mi ha dato la possibilità di recuperare tante passioni che altrimenti avrei lasciato morire, dipingere ad esempio. Il lavoro gioca una grande parte, mi tiene occupata e mi da la possibilità di conoscere tante persone nuove. Nel mio cuore, Ghemon.

 

Chiudiamo con i progetti futuri, non solo nel mondo del lavoro. Come ti vedi tra
10 anni?

Non amo fare progetti, mi piace l’idea di scoprire pian piano quello che succederà. Ho sicuramente delle aspirazioni, degli obiettivi, ma quelli non finiranno tra dieci anni. Facciamo che vi tengo aggiornati!

 

Francesca Bloise e Michele D’Agostino

 

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