Fase 2. Parrucchieri e bar ancora chiusi. Zero incassi

Parte la fase 2, ma alcune attività non riapriranno. Gori: “Bar e parrucchieri ancora chiusi, chi regge tre mesi senza incassi?”

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foto dal web

“Riaprono le sale da gioco ma bar, ristoranti e parrucchieri restano chiusi fino all’1 giugno. Tre mesi e mezzo senza incassi: ma chi li regge? Si fissino criteri, distanze, capienze massime, ma si dia a questi operatori la possibilità di tornare al lavoro“. Scrive su Twitter il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori. La fase 2 sta per iniziare. Ma niente tornerà alla normalità. Mascherine alla mano, distanza di sicurezza e serrande ancora abbassate. Così sarà per attività commerciali come bar, ristoranti, parrucchieri e estetiste. Ma cosa ne sarà di questi lavoratori? Tre mesi senza incassi? La questione è sempre più delicata.

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Fase 2: cosa prevede il decreto

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fase 2 (Getty Images)

Dal 4 al 17 maggio riprenderanno molte attività produttive (si stima che oltre 4 milioni e mezzo di persone torneranno a lavoro), si potrà uscire per andare a trovare i parenti, sarà permesso fare sport anche lontano da casa e si torneranno a celebrare i funerali. Dal 18 maggio riapriranno invece i negozi e i musei. Bisognerà invece aspettare il 1° giugno per bar e ristoranti, così come parrucchieri ed estetiste. Le parole d’ordine che riguarderanno le prossime settimane saranno distanziamento sociale e divieto di assembramenti. Una novità dell’ultimo Dpcm, e sicuramente la più discussa, è la possibilità di fare visita ai “congiunti”. Una definizione che ha fatto scattare le polemiche, specialmente perché in Italia molte coppie non sono sposate e non sono quindi legate da vincoli legali. Infatti in un primo momento per congiunti il decreto intendeva solo legami legali, poi si è passati a relazioni stabili. 

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Supermercato- Foto dal web

Per gli italiani, abituati ai pranzi di famiglia o assembramenti vari, non sarà semplice. Ma è necessario per limitare questo virus che ha già messo in ginocchio l’Italia intera e non solo.