Pre-fase 2 e decisioni locali, cosa si può già fare in Lombardia

Le regioni nel periodo di pre-fase 2 hanno preso alcune decisioni autonome che si staccano un po’ dal Dpcm del governo. Tra queste la Lombardia che ha già attivato molte concessioni

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Attilio Fontana (Getty Images)

L’Italia scalda i motori per la ripartenza e l’avvio della fase 2 a partire dal 4 maggio e forse anche un po’ prima. Sì perché nonostante il nuovo Dpcm del Governo che scandisce le tappe per la ripartenza valide a livello nazionale alcune regioni, soprattutto del Nord, hanno iniziato a correre da sole.

Molti sono, infatti, i governatori che hanno deciso di attivare già alcune concessioni senza aspettare l’avvio vero e proprio della fase 2. Un piccolo percorso autonomo che si sta delineando già in questi giorni di pre-fase 2 anche in Lombardia.

I rapporti tra il governatore Attilio Fontana e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte non sono stati sempre sereni ma alquanto altalenanti. Il leghista ha messo in chiaro, infatti, che in questi giorni in Lombardia è già possibile fare alcune cose.

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Pre-fase2, le concessioni della Lombardia

Dopo il Veneto anche la Lombardia di Attilio Fontana si stacca un po’ dalle linee del

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Attilio Fontana (Getty Images)

governo e attiva alcune decisioni locali. In questi giorni che precedono l’inizio della fase 2 sono attive, a partire da oggi, nuove direttive per l’apertura dei mercati scoperti.

Non si ferma qui il governatore leghista che vorrebbe dare il via libera anche alle messe, per il momento non autorizzate dal governo e con il quale c’è stato un duro scontro con l’episcopato italiano. In seguito alle polemiche, infatti, l’esecutivo è a lavoro per stabilire un protocollo di sicurezza per garantire la salute di tutti i fedeli.

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Modifiche in arrivo dunque per consentire le celebrazioni di messe nella fase 2 che potrebbero svolgersi all’aperto. Lo spera e lo indica Avvenire, il quotidiano dei vescovi. Fontana anticiperà tutto questo?

Attilio Fontana
Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana durante la diretta Facebook (screenshot)

Poco d’accordo sulle decisioni locali il governo che tramite la voce del ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia ha spiegato che se ci saranno degli sbagli, le regioni se ne assumeranno “la responsabilità dell’aggravamento della condizione sanitaria del proprio territorio”.