Fase 2: “Non si esclude la possibilità di richiudere tutto”

La Fase 2 ha già la retromarcia inserita: la riapertura delle attività e gli spostamenti dei cittadini, permessi da oggi, potrebbero essere di nuovo limitati dall’11 maggio.

Roberto Speranza
Il ministro della Salute Roberto Speranza (Getty Images)

Già l’11 maggio la task force del governo verificherà con i governatori l’andamento dei contagio e stabilirà se bisognerà di nuovo chiudere le aree più a rischio epidemia oppure procedere con delle caute concessioni. Nel Dpcm su cui Palazzo Chigi ha voluto dare chiarimenti agli italiani, sul sito di Palazzo Chigi, non c’è scritto tutto. Sono le 13 pagine di circolare delle direzioni Prevenzione e Programmazione sanitaria del Ministero della Salute, scrive il ‘Fatto Quotidiano’, a chiarire alle autorità “come, d’ora in poi, dovrà essere monitorato il rischio sanitario per procedere con la Fase 2”. In questo testo non si esclude “una rapida ripresa di trasmissione” e una serie di indicatori dirà a Regioni e governo le posizioni della griglia del rischio, “da molto basso a molto alto passando per moderato”. Sarà da quest’ultimo grado che le autorità inizieranno ad agire per anticipare nuovi, possibili disastri sanitari. Non si esclude quindi la possibilità di chiudere di nuovo tutto, creando zone rosse ma, questa volta, più delimitate.

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Fase 2: I criteri per un nuovo lockdown

Speranza
Il ministro Roberto Speranza (GettyImages)

I criteri per un nuovo lockdown sono raggruppati in tre aree: capacità di monitoraggio dei contagi, capacità di tracciare i positivi, stabilità della trasmissione del virus e tenuta dei servizi sanitari. Più alti saranno questi valori e minore sarà il rischio di dover tornare indietro verso una nuova chiusura.

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Fase 3 CORONAVIRUS
Persone con le mascherine (getty images)

Insieme all’indice di contagio conterà anche l’efficienza della Regione, della sua rete ospedaliera e i posti letto disponibili in terapia intensiva.