Dove il virus ha perso forza: la lista di tutte le Regioni con i relativi indici di contagio

Quando l’indice di contagio R0 o meglio Rt, avrà raggiunto lo 0,2 allora ci si potrà dire fuori pericolo e la morsa del virus si sarà davvero allentata: qual è al momento la situazione delle varie Regioni italiane.

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(Getty Images)

Sin dall’inizio dell’epidemia da Sars-Cov-2 i virologi avevano indicato quale sarebbe stato il valore che avrebbe mostrato un affievolimento della morsa del virus. Si tratta delle R0, il cosiddetto indice di contagio. A spiegare di cosa si tratta è stato tempo addietro l’Istituto Superiore di Sanità. Con una nota del 5 febbraio 2020 l’Iss ha riportato che l’R0 è il “numero di riproduzione di base” e rappresenta il numero medio di infezioni prodotte da ciascun individuo infetto. In sostanza, l’R0 indica la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva da un soggetto ad un altro. Un esempio: se l’R0 è pari a 3 significa che mediamente un soggetto infetto, potrà trasmettere il virus a 3 persone.

Orbene, studi recenti affermano che per scongiurare ogni rischio di ritorno dell’epidemia l’R0 deve attestarsi sullo 0,2. Le Regioni italiane in questo momento registrano “numero di riproduzione di base” differenti.

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Fase 2, i diversi indici di contagio delle Regioni Italiane: la lista

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COVID19 (Getty Images)

Una precisazione, prima di verificare il “numero di riproduzione di base” di ogni Regione, è necessaria. Al momento riferiscono gli esperti bisognerebbe parlare di Rt e non più di R0. Quest’ultimo parametro è, infatti, utilizzabile solo all’inizio dello scoppio di un’epidemia. Rt è, invece, quello corretto per le fasi successive.

Sono recenti le parole, riporta Il Giornale, del vicepresidente della Lombardia Fabrizio Sala che parla di un “numero di riproduzione di base” nella sua Regione inferiore allo 0,8. Un ottimo risultato se si considera che quello è il valore medio nazionale.

Ma quanto è affidabile questo parametro? O meglio quanto è attendibile? Per rispondere a tale quesito gli epidemiologi hanno precisato che si tratta di un valore molto complesso da calcolare e che ad influenzarlo vi sono vi sono due fattori. In primo luogo il numero di tamponi: maggiori saranno quelli effettuati più accurato sarà il calcolo. Il secondo elemento che influisce, è invece un dato che può essere accostato ad una variabile incognita data che è rappresentata dagli asintomatici. L’Rt, riporta Il Giornale citando il dott. Stefano Merler, può scendere sotto il valore di 1 se coincidono due fattori. Il primo è ovviamente la mancanza di flussi umani e quindi di contatti, e poi le guarigioni.

Ciò premesso di seguito la lista delle regioni e dei relativi Rt riportata da Il Giornale:

Molise 0,84

Umbria 0,19

Basilicata 0,32

Trento 0,42

Calabria e Valle d’Aosta 0,52

Veneto e Lombardia 0,53

Abruzzo 0,55

Friuli Venezia Giulia e Bolzano 0,61

Lazio 0,62

Sicilia e Toscana 0,64

Sardegna 0,66

Emilia Romagna 0,72

Piemonte 0,75

Puglia 0,78

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Le Regioni, dunque, sono chiamate adesso ad utilizzare la massima prudenza ed a procedere con i piedi di piombo.

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