Virus, l’Oms si esprime sul numero dei reali infetti in Italia

Il professore Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Oms, spiega che i numeri reali della pandemia del virus nel nostro Paese sono ben diversi rispetto a quelli comunicati dalle istituzioni

professor Ranieri Guerra
Il professore Ranieri Guerra (va.news-republic.com)

Coronavirus e dati ufficiali. Fin da subito è parso chiaro che i dati che vengono forniti giornalmente dalla Protezione civile non descrivono un quadro completo dei reali contagi in Italia.

Il motivo? Impossibile monitorare la situazione perché non è possibile fare tamponi a tutta la popolazione. È così che soprattutto i positivi asintomatici sfuggono alle stime come alcuni casi di morti che non vengono associate al Covid-19.

Quanti sono dunque gli infetti reali in Italia? Domanda troppo ardua alla quale rispondere. Ci prova però l’Oms che ha fornito dei chiarimenti in merito pe la voce del sui direttore aggiunto, il professore Ranieri Guerra.

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Virus, per l’Oms OMS in Italia ci sono più di 3 milioni di infetti

Ranieri Guerra
Ranieri Guerra (dire.it)

Al momento in Italia i numeri descrivono oltre 200 mila casi di persone contagiate dal virus, 215.858 totali per la precisione, e quasi 30 mila morti. Il nostro Paese è il terzo al mondo per numero di infetti e per quello delle vittime del Covid-19.

Triste podio che descrive una situazione difficile ma che secondo gli esperti non reale. I dati infatti sarebbero molto diversi rispetto a quelli forniti fino ad ora dalle istituzioni.

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Il motivo? Fare uno screening completo sulla popolazione non è cosa possibile al momento.  Per fare chiarezza parla dalle colonne de Il Messaggero il professore Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità. “Stando ai dati della Cina siamo nel giro di qualche milione. Anche più di 3 milioni. Abbiamo regioni, molto popolose, che hanno avuto un attacco intenso del virus. Ma i valori saranno ovviamente molto differenti da regione a regione” il parere dello studioso.

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Coronavirus
(Getty Images)

Nel mentre si pensa ai test sierologici che dovrebbero essere attivati nel corso di questa fase 2. Permetteranno di capire come il virus abbia circolato tra la popolazione e forse illustrerà un quadro più completo e realistico dei dati sui contagi e sulle morti.