Coronavirus, iniezione di fiducia da parte dei virologi

Il coronavirus sta rallentando la sua avanzata e la sua potenza. Lo affermano senza nascondersi alcuni degli esperti italiani che hanno seguito tutta l’emergenza sanitaria nel Paese. L’epidemia c’è ancora ma sta rallentando

Coronavirus esperti
coronavirus (Foto di Pete Linforth-Pixabay)

Il coronavirus comincia ad arrestare la sua folle corsa iniziata ormai diversi mesi fa nel nostro Paese. Gli esperti di questo ne sono certi. I suoi esiti non sono così forti e destabilizzanti come all’inizio. Ma questo non permette di abbassare la guardia.

Per capire se il virus è davvero meno letale e se gli italiani si sono comportati bene bisognerà aspettare un paio di settimane, almeno. Solo in quel caso si potrà dire se la fase 2 è stata gestita in modo efficace oppure no.

A spiegarlo al sito ilmeteo.it tre virologi italiani che nel corso dell’emergenza sanitaria, non ancora passata, sono stati in prima linea nello studio del virus per capirne comportamenti e composizione. Sono Massimo Ciccozzi, Matteo Bassetti e Massimo Clementi. Tutti molto cauti nell’indicare i possibili esiti per l’evoluzione del coronavirus ma tutti allo stesso modo convinti che il Covid-19 è molto meno contagioso e pericoloso.

Se vuoi essere sempre informato in tempo reale , seguici anche su sulle nostre pagine Facebook, Instagram e Twitter

Coronavirus, le parole dei virologi italiani

Massimo Ciccozzi virus
Massimo Ciccozzi (glonalist.it)

Massimo Ciccozzi, responsabile dell’Unità di statistica medica ed epidemiologia molecolare dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, non ha dubbio sul fatto che il coronavirus stia rallentando. Lo ha affermato in un’audizione in Senato: “Stiamo osservando che il virus perde potenza – ha specificato – evolve, ma perde contagiosità e, probabilmente, letalità”.

LEGGI ANCHE —> Coronavirus Usa, Fauci lancia l’allarme: “C’è il rischio di innescare un’epidemia fuori controllo”

Dello stesso parere anche Matteo Bassetti, direttore del reparto Malattie Infettive dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova che ha paragonato gli effetti del virus tra marzo ed i giorni che stiamo vivendo. “A marzo questo virus era uno tsunami, ora è diventato un’ondina”. Il motivo? Forse perché ha già attaccato le persone più fragili spiega l’esperto facendo una “selezione naturale”, ma non esclude che si sia depotenziato. “È un’iniezione di fiducia per la fase 2, ma per giudicare se gli italiani si saranno comportati bene – ha chiarito – ci vorranno 2-3 settimane”.

Anche Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia all’Ospedale San Raffaele di Milano e professore all’Università Vita-Salute San Raffaele, è convinto che non si è più ormai nella fase acuta della pandemia.

LEGGI ANCHE —> Covid-19, a Wuhan paura per la seconda ondata: test obbligatorio per tutti i cittadini

Coronavirus
(Getty Images)

“L’infezione non sfocia più nella fase gravissima, la cosiddetta “tempesta citochinica” – ha spiegato – lo vediamo in ospedale, anche se per ora è solo un’osservazione empirica”. In calo, infatti, i pazienti che hanno bisogno di essere ricoverati in ospedale: “l’epidemia c’è ancora ma dal punto di vista clinico si sta “svuotando“.