Le mascherine che svelano se si ha il Coronavirus

Un gruppo di ricerca degli USA ha avviato uno studio per realizzare mascherine utili per la diagnosi veloce del Coronavirus.

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Mascherine chirurgiche (foto Pixabay)

Un team di studiosi e ricercatori statunitensi sta mettendo a punto un progetto per creare delle mascherine che rivelano se si ha il Covid-19. Lo scopo è dare un nuovo metodo diagnostico rapido e affidabile, che eviti di esporre il personale medico e sanitario a dei rischi inutili. Adesso la diagnosi viene fatta con tamponi o con test sierologici, che molte volte non sono molto affidabili, e hanno bisogno di molto tempo per il risultato. James Collins, professore di bioingegneria al MIT (Massachusetts Institute of Technology) ha spiegato che “quando parliamo, emettiamo una buona quantità di vapore. Se si è infetti, si emanano anche particelle virali, non solo nella tosse e nello starnuto, ma anche quando si parla in piccole goccioline e nel vapore”. 

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Le mascherine riducono la diffusione del virus

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Dollari e mascherina (foto Pixabay)

Puntando su tale principio i ricercatori hanno pensato di creare questa mascherina che in 2 o 3 ore sarà in grado di dare un responso sull’infezione, facendo sì che il dispositivo diventi fluorescente in caso di esito positivo. Saranno la saliva e il vapore quindi a rilevare la presenza del virus all’interno dell’organismo. Nel caso in cui si risultasse positivi al virus, il protocollo prevede di mettersi in contatto con i medici e restare in autoisolamento nell’attesa di ricevere conferma.

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Ragazza con mascherina (Pixabay)

L’uso di mascherine che riescono a diagnosticare l’avvenuto contagio offrono il vantaggio di ridurne la diffusione sopratutto per gli asintomatici. Prima che il progetto venga messo in atto occorre definire prima alcuni dettagli come ad esempio quelli legati alla scelta di sensori biologici più performanti per riuscire a rivelare il virus.