Carlo Verdelli, chi è: biografia, carriera e vita privata del giornalista

Carlo Verdelli, chi è: biografia, carriera e vita privata del giornalista

Il Direttore Editoriale Offerta Informativa Rai Carlo Verdelli, durante la conferenza stampa di presentazione della quinta edizione del Premio Roberto Morrione per il giornalismo investigativo con il Patrocinio della Presidenza della Camera dei Deputati, Roma, 3 marzo 2016. ANSA/GIORGIO ONORATI

Carlo Verdelli è uno dei giornalisti della carta più noti e stimati qui in Italia, malgrado la sua notorietà pubblica lo tiene lontano dalle apparizioni pubbliche e televisive. È stato direttore di testate molte importanti come Sette, La Gazzetta dello Sport, Vanity Fair, La Repubblica e vicedirettore al Corriere della Sera.

Carlo Verdelli, il direttore di molteplici testate giornalistiche

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In uno dei momenti più difficili per il Paese, in redazione è arrivata una notizia che speravamo di non ricevere. Il nostro direttore, #CarloVerdelli, da sabato scorso è stato messo sotto scorta. Il dispositivo di protezione è stato deciso dal #Viminale a seguito delle reiterate minacce ricevute nel corso degli ultimi due mesi, tali da rappresentare un pericolo grave e attuale per la sua incolumità. Una misura, la tutela disposta dallo Stato, che riporta agli anni più bui del terrorismo. Tante le dimsotrazioni di solidarietà arrivate al direttore di #Repubblica. Il presidente del Consiglio, #GiuseppeConte, ha chiamato Verdelli per testimoniare la "vicinanza e solidarietà" del governo. Il segretario dem, #NicolaZingaretti, manda "un grande abbraccio" al direttore e alla redazione di Repubblica. "Mai come in questo momento è chiaro quanto l'informazione sia il pilastro della democrazia. Un patrimonio che difendiamo e difenderemo", ha scritto. La presidente dell'#Anpi, Carla Nespolo, dice: "Ancora una volta, oggi come 75 anni fa, la violenza e il fascismo non passeranno".

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In RCS è stato per ben dieci anni, ma il suo più noto successo è stato il rilancio di Vanity Fair dopo che il debutto italiano del settimanale aveva avuto risultati deludenti. Verdelli lo trasformò in un ibrido tra newsmagazine e un femminile occupando lo spazio ceduto dai settimanali tradizionali in crisi come l’Espresso e Panorama. Questo risultato gli ha fatto ottenere un ruolo manageriale di vice presidente esecutivo presso l’editore Condé Nast quando ha lasciato la direzione della Gazzetta dello Sport, dove aveva aggiunto un approccio più giornalistico, creando per la prima volta delle pagine di notizie non sportive nell’ultima parte di giornale.

 

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Carlo Verdelli non è più il direttore de "la Repubblica". La nuova proprietà, rappresentata da John Elkann, ha deciso di sostituirlo con Maurizio Molinari. Il saluto del direttore uscente, che potete leggere sul sito online del quotidiano, si chiude con queste parole: "Partigiani si nasce, e non si smette mai di esserlo". Carlo Verdelli da mesi riceve minacce di morte da parte di gruppi neofascisti e nell'ultima lettera anonima, che riproduceva un falso manifesto funebre, veniva indicata la data della sua morte, il 23 aprile. Strana coincidenza vero? Alcuni sostengono che le coincidenze non esistono. Carl Jung parlava di "sincronicità" per spiegare eventi che vengono "chiamati" dall'inconscio più profondo. Ma non mi azzarderei a percorrere strade tortuose, che mi troverebbero scettico ed impreparato. Molto più modestamente vorrei lasciare il mio saluto di lettore a Carlo Verdelli, ringraziandolo per il lavoro svolto e per aver tenuto il quotidiano da lui diretto nel solco dei valori democratici e antifascisti, e lasciandogli al contempo una frase di Leonardo Sciascia che mi sembra adeguata agli eventi: "Io credo che le sole cose sicure in questo mondo siano le coincidenze". . . Partigiani si nasce, e non si smette mai di esserlo.

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Negli ultimi anni aveva collaborato occasionalmente con Repubblica ed era stato nominato nel 2015 Direttore editoriale per l’offerta Informativa in Rai con la direzione di Antonio Campo Dall’Orto ma si era dimesso in polemica con le resistenze del Consiglio d’Amministrazione al suo progetto di ripensamento del servizio.

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