Chiede la mascherina a lavoro, picchiato, licenziato e gettato nel canale

Chiede la mascherina al datore di lavoro, e scatta l’orrore a Terracina. Una storia drammatica l’ennesima di sfruttamento nelle campagne

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Campi di grano (foto Pixabay)

Chiede la mascherina al datore di lavoro, e scatta l’orrore a Terracina. Una storia drammatica, l’ennesima di sfruttamento nelle campagne. La vittima voleva solo proteggersi da eventuali contagi. Alla richiesta fatta ai due datori, padre e figlio, costoro hanno ben pensato di licenziarlo, pestarlo con armi contundenti e gettarlo nel canale della campagna dove lavorano. Il 33 enne vittima del pestaggio, andato in ospedale, ha raccontato tutto e sono partite le indagini. Per le due bestie sono arrivate le misure cautelari a carico di T.F, 52 anni, ora detenuto ai domiciliari, e T.D., 22 anni, destinatario dell’obbligo di pg. Gli investigatori hanno accertato che le lesioni derivano dall’aggressione di due uomini e che hanno utilizzato un corpo contundente.

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Chiede la mascherina al datore, poi scoppia l’inferno

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 (Getty Images)

Gli investigatori della polizia hanno individuato il luogo e il sistema di sfruttamento dei braccianti, costretti a lavorare 12 ore al giorno, senza giornata di riposo. La paga oraria era di 4 euro per ogni ora di lavoro senza alcuna maggiorazione per il lavoro prestato nei giorni festivi. Infine, in busta paga veniva contabilizzato solamente un terzo delle giornate effettivamente lavorate. Nel corso dell’arrivo, la polizia ha scoperto che nessuno dei braccianti era dotato dei dispositivi di sicurezza.

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soldi (Getty Images)

Ora sarà la procura ad occuparsi del caso. Dalla violenza, allo sfruttamento, alle condizioni di sicurezza nel luogo di lavoro non rispettate. Sarà la giustizia, si spera, a fare il suo corso. Per ora sono ai domiciliari, per i braccianti, magari una nuova opportunità.